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  • Maturità 2021, due mesi all’esame: le cose a cui prestare attenzione sin da ora
    by Tgcom24 on Aprile 16, 2021 at 3:17 pm

    Il Curriculum dello studente È la vera novità della Maturità 2021. Per la prima volta i maturandi si presenteranno davanti alle commissioni ‘raccontando’ tutto quello che hanno fatto in questi anni; non solo dal punto di vista scolastico. Il curriculum dello studente, di cui si parla già da qualche anno, è diventato realtà. Sarà allegato al diploma e avrà il supplemento Europass. Saranno le scuole a inserire la maggior parte delle informazioni, ma il sito web dedicato – https://curriculumstudente.istruzione.it/ – è aperto anche ai ragazzi: potranno infatti dare risalto alle attività e ai traguardi di cui vanno fieri, per tentare (anche) di fare una buona impressione sulla commissione.    I professori, tra l’altro, possono visionare il curriculum anche per “trarre ispirazione” sui materiali da discutere con lo studente durante l’esame. Vi possono essere indicate: certificazioni linguistiche, attività extrascolastiche (quali, ad esempio, quelle culturali, musicali, sportive, artistiche e di volontariato) e qualsiasi altro documento ritenuto utile. Questo lavoro però va fatto in anticipo, entro la data in cui i Consigli di classe procederanno agli scrutini pre-esame: la piattaforma è già attiva (dal 6 aprile) ma, prima di essere approvato e messo in visione ai commissari, il ‘Curriculum dello studente’ dovrà essere controllato ed eventualmente modificato dai professori. Meglio muoversi sin da ora.    L’elaborato sulle materie d’indirizzo Ha già fatto il suo debutto l’anno scorso, quando per ragioni d’emergenza venne escogitato un sistema per “sostituire” la seconda prova scritta all’interno del maxi-orale. Fu quasi un esperimento. Stavolta, invece, i professori sono più abituati a dover gestire questo strumento. Fondamentale prepararlo con attenzione e impegno. Essendo anche il biglietto da visita, il passaggio con cui inizierà l’esame. Si tratta, in pratica, di un elaborato che ha per tema centrale un argomento del programma delle materie caratterizzanti l’indirizzo di studio (una o più, a seconda dei casi), ma che può allargarsi anche ad altre discipline e ai percorsi PCTO.   Anche qui i tempi stringono. Entro il 30 aprile i docenti si occuperanno di assegnare l’argomento a ciascuno studente, e un professore di riferimento si occuperà di seguire i lavori. Per chi vuole spostare gli equilibri dalla sua parte, è questo il momento di far capire ai professori i propri argomenti preferiti, sperando di influenzare la scelta e facilitarsi così il compito. Dopodiché ci sarà un mese di tempo per ultimarlo: entro il 31 maggio, infatti, il documento va inoltrato via mail allo stesso insegnante (mettendo in copia la segreteria della scuola). L’elaborato potrà assumere varie forme: scritta, multimediale, ecc. Inoltre, nei licei musicali e coreutici potrebbe essere previsto lo svolgimento di una prova pratica.    E se non si rispettano le scadenze? Non ci saranno conseguenze nell’immediato, l’esame – se si viene ammessi – potrà essere sostenuto lo stesso, portando l’elaborato direttamente il giorno del colloquio. Sicuramente, però, le commissioni ne terranno conto al momento della decisione finale sul voto. Ricordiamo che in ballo ci sono fino a 40 punti.   Il Documento del 15 maggio È un po’ il ‘libretto delle istruzioni’ dell’esame che andranno ad affrontare le singole scuole. Entro quella data, infatti, i professori dovranno riunirsi per scrivere un documento che contenga tutte le coordinate di base a disposizione delle commissioni per valutare il percorso dei ragazzi: programmi, contenuti, metodi, criteri e strumenti di valutazione adottati, i temi di ‘Educazione civica’ eventualmente trattati, i PCTO e i tirocini eventualmente svolti. E soprattutto: gli argomenti assegnati a ciascuno per la preparazione dell’elaborato e testi di Italiano oggetto di studio nell’ultimo anno (per selezionare i brani da sottoporre ai candidati durante l’orale). Verso la metà di maggio, dunque, è consigliabile dare un’occhiata al sito della scuola (o rivolgersi in segreteria) per vedere cosa è stato messo all’interno del Documento.   Il maxi-orale Una buona preparazione parte dalla conoscenza anticipata di tutti i passaggi della prova che si andrà ad affrontare. Perché, sebbene sembri più semplice dell’esame classico, il maxi-orale della Maturità 2021 ha delle fasi attraverso cui bisogna necessariamente passare:   – Si inizia dalla discussione dell’elaborato, in teoria l’elemento che dovrebbe mettere più a proprio agio il maturando;   – Si prosegue con l’analisi di un testo – in prosa o in poesia – rientrante nel programma d’Italiano;   – Poi si passa alle domande sui materiali, predisposti dalle commissioni: testi, documenti, esperienze fatte, progetti svolti, il tutto finalizzato a favorire la trattazione dei nodi concettuali caratterizzanti i programmi delle diverse materie; e dai quali potranno partire ulteriori domande di carattere multidisciplinare. In teoria dentro potrebbe esserci il mondo. Tranquilli, però: non ci sarà nessuno sorteggio – come avvenuto un paio d’anni fa – ma un’assegnazione preliminare fatta dai commissari ai singoli alunni, fatta in base alle loro caratteristiche e al loro percorso, agevolati anche dal curriculum dello studente;   – Si chiude con l’esposizione, eventualmente mediante una breve relazione o un elaborato multimediale, dell’esperienza di PCTO (l’ex alternanza scuola lavoro) svolta durante il percorso di studi; a meno che non sia già presente nell’elaborato principale;   – Inoltre, trasversalmente alle varie fasi, sarà richiesto di dimostrare competenze e conoscenze di educazione civica, secondo le modalità in cui sono state trattate nelle varie materie durante l’anno.   L’ultimo mese di scuola Tutto quanto detto sinora, però, non può che avere una premessa fondamentale: prestare attenzione all’ultimo mese di scuola. È il rettilineo finale, quello in cui spesso si svolgono interrogazioni e compiti in classe decisivi per definire i voti (e quindi i crediti scolastici). Oltretutto, varie fonti di governo hanno annunciato che l’intenzione è quella di riportare tutti i ragazzi in classe in presenza a partire dai primi di maggio. Possibile che questo periodo verrà utilizzato dai docenti per spingere su verifiche e compiti in classe ancora da smaltire.   Inoltre, a differenza del 2020, quest’anno i Consigli di classe avranno di nuovo la possibilità di non ammettere gli studenti all’esame. Per chi ha un rendimento traballante potrebbe essere il momento del ‘dentro o fuori’. Sottovalutarlo potrebbe avere effetti nefasti.  

  • Scuole aperte in estate, il 70% degli italiani è favorevole
    by Tgcom24 on Aprile 15, 2021 at 3:00 pm

    A scuola per tornare alla vita normale I dati sono abbastanza eloquenti per capire quanto bisogno ci sia, tra alcune categorie, della presenza dell’istituzione scolastica: tra i soggetti intervistati nel corso dell’indagine, ben 7 su 10 si sono detti d’accordo con l’ipotesi di tenere aperti gli istituti oltre la fine ufficiale dell’anno scolastico. Non tanto per motivi didattici, quanto per dare a bambini e ragazzi la possibilità di riallacciare un contatto diretto con il territorio e la comunità, di tornare a socializzare, di riprendere confidenza con le attività extra-scolastiche. Tutti passaggi bruscamente interrotti con l’avvio dell’emergenza sanitaria e, tranne brevi periodi, mai tornati realmente a far parte della loro quotidianità.    Il piano del Ministero? Non si tratterebbe, dunque, di scuola vera e propria; nessun recupero degli apprendimenti o dei voti; niente prolungamento del calendario. Piuttosto, come confermato anche dal sottosegretario all’Istruzione – Rossano Sasso – si tratterebbe di una finestra utile alle comunità scolastiche per imbastire un piano di attività educative, da svolgere da giugno a settembre, che vadano a risanare e rinsaldare ciò che è andato perduto nel corso dell’anno scolastico: accoglienza, socializzazione e aspetti ricreativi. Alcuni esempi di ciò che potrebbe essere previsto? Attività di laboratorio, musicali, teatrali, sportive, di (ri)scoperta di musei e opere d’arte. Un progetto ambizioso che è ancora in fase di costruzione da parte del Ministero e che andrà concordato con Regioni e Comuni, in base alle esigenze dei vari territori. Con la partecipazione da parte di insegnanti e studenti che, in ogni caso, avverrebbe su base volontaria.   Gli insegnanti non sono convinti Tornando ai risultati del sondaggio, ad alzare la media dei ‘voti’ a favore della proposta ministeriale è soprattutto chi fa parte del Terzo Settore (associazioni di volontariato, imprese sociali, ecc.), dove si arriva all’81% dei consensi. I più scettici, invece, appaiono proprio i docenti: qui i favorevoli sono solo il 45% del campione. Tra i genitori, è il 60% ad accogliere positivamente l’idea di accompagnare i figli verso un’estate diversa, ma costruttiva.  La possibilità di aprire le scuole in estate complessivamente raccoglie più successo nelle regioni settentrionali (ad approvare l’idea è il 75% del totale). Mentre al Sud la percentuale, pur rimanendo alta, si abbassa di qualche punto, fermandosi al 61%.   Attività estive: ma gli studenti parteciperebbero? E se a rispondere fossero stati gli studenti, ovvero gli stessi che dovrebbero prendere parte alle attività estive? Con molto probabilità gli esiti sarebbero ben diversi. Rimane, poi, da capire come verranno pianificate nel concreto le attività e quanti insegnanti e studenti accetterebbero di parteciparvi, soprattutto nei mesi di luglio e agosto. Specie se – altra ipotesi fatta in questi convulsi mesi – l’inizio del nuovo anno scolastico venisse pianificato già nei primissimi giorni di settembre.    

  • Dalle lezioni sul prato alla scuola in riva al mare: l’alternativa alla Dad è all’aperto
    by Tgcom24 on Aprile 15, 2021 at 2:33 pm

    A scuola nei prati e in mezzo ai boschi: accade a Genova Innanzitutto va detto che, nel nostro Paese, sono presenti eccellenze che dimostrano la validità di questi metodi già nell’era pre-Covid. È il caso della scuola statale dell’infanzia e primaria Giacomo Canepa sulle alture di Voltri, a Genova, dove i bambini da quindici anni a questa parte imparano le nozioni non solamente tra le quattro mura di una classe ma anche all’aria aperta. Qui, ad esempio, è possibile assistere a lezioni che spiegano loro il moto terrestre intorno al sole durante le quali i ragazzi sono impegnati nella realizzazione di un orologio solare fatto con pezzi di riciclo. Un’impostazione innovativa che questa scuola elementare ha creato nel corso del tempo e che è diventata fondamentale durante l’ultimo anno con i bambini di una o più classi che, quando si può e nel rispetto delle misure antivirus (distanze e mascherina su tutto), fanno lezione all’aperto. Ma in fondo, per loro, poco è cambiato.   A Sesto Calende di nuovo tutti insieme…al parco Un’intera mattinata di didattica all’aperto è stata quella organizzata da un gruppo composto da una trentina fra alunni e genitori che, pochi giorni fa, si sono ritrovati all’entrata del Parco Europa di Sesto Calende, nel varesotto. I ragazzi e le loro famiglie – per la maggior parte provenienti dalla scuola media Bassetti – ‘armati’ di tè caldo, merenda e hotspot hanno trascorso quasi quattro ore, dalle 8.00 alle 12.00, all’aperto immersi nel verde del parco di Lisanza dove, seduti sulle panchine, ma osservando le norme di sicurezza e le distanze di sicurezza, hanno avuto di nuovo l’occasione di ritrovarsi tutti assieme.   Ad Asiago gli studenti sistemano il verde pubblico Ad Asiago invece, i ragazzi dell’istituto agrario, insieme ai loro insegnanti, si sono ritrovati all’aperto per fare lezione ma anche per sistemare il verde pubblico. Gli artefici del restyling delle aiuole di Asiago sono stati proprio gli alunni della classe Prima R dell’Istituto Agrario Mario Rigoni Stern che, sotto l’attenta guida e supervisione dei propri docenti, hanno lavorato alla sistemazione e piantumazione dei fiori nelle aiuole pubbliche antistanti la scuola. Un’attività che, oltre a migliorare il decoro pubblico, ha permesso ai ragazzi e alle ragazze di mettere in pratica le materie di studio: “L’amministrazione comunale di Asiago ringrazia gli studenti per la passione dimostrata nella cura e nell’abbellimento delle aiuole”, ha dichiarato Roberto Rigoni Stern, sindaco di Asiago.   A Sasso Marconi in arrivo un’aula all’aperto Nel bolognese, i componenti della Banda Riciclante – progetto del Teatro dei Mignoli di Bologna dedicato ai minori – da qualche giorno stanno aiutando gli alunni della scuola media Galileo Galilei di Sasso Marconi a costruire un’aula didattica nel cortile de loro istituto, grazie al progetto “In altro luogo – Educazione all’aperto”. La nuova aula, tirata su seguendo i principi dell’outdoor education – orientamento pedagogico volto a valorizzare l’ambiente esterno come ulteriore occasione di apprendimento per i ragazzi – dovrebbe essere pronta nel mese di maggio. La classe in costruzione è stata pensata proprio per dare una possibilità in più di svolgere le lezioni in sicurezza, rispettando tutte le norme anti-Covid19, all’aria aperta in una struttura comunque funzionale alla didattica. L’aula, inoltre, sarà assemblata usando materiali di recupero e riciclo.   In Spagna lezioni in riva al mare Arriva dalla Spagna, invece, uno video che sta facendo il giro dei social e che ritrae alcune classi della scuola elementare Felix Rodriguez de la Fuente mentre fanno lezione in spiaggia. Si sono portati i banchi e le sedie e le hanno posizionate, a debita distanza gli uni dagli altri, sul bagnasciuga di Playa de los Nietos. “Operiamo in tutta sicurezza e i bambini si divertono”, ha detto l’insegnate di inglese Juan Francisco Martinez, “quello che imparano qui non lo dimenticano”. Le lezioni fanno parte di un progetto più ampio, chiamato ‘Fresh Air’, che mira a creare una migliore qualità delle lezioni anche dopo che la pandemia sarà passata.

  • Firenze, la gita scolastica è virtuale ma il pranzo al sacco è reale
    by Tgcom24 on Aprile 15, 2021 at 6:18 am

    Davanti alla perplessità e a qualche rimostranza (“E’ una farsa”) da parte delle famiglie, è intervenuta la dirigente dell’istituto Rita Trocino.    “Le gite sono vietate e dunque le docenti hanno deciso di far partecipare i loro alunni a questo innovativo percorso multisensoriale. E nell’ottica di ricreare l’atmosfera della giornata fuori da scuola è organizzato il pranzo al sacco”, ha spiegato la preside a La Nazione.  

  • Non solo bende: in Dad, 1 studente su 2 ha sperimentato metodi anti-copioni “assurdi”
    by Tgcom24 on Aprile 13, 2021 at 12:32 pm

    Il metodo anti-furbi è ‘fai da te’ Ma anche quando ci muoviamo nel perimetro della normalità le cose non è che vedano proprio alla grande. Appare infatti ovvio che l’83% degli studenti sia costretto a tenere telecamera e microfono accesi durante i compiti in classe. Risulta comprensibile anche il fatto che oltre 7 alunni su 10 abbiano uno o più professori che utilizzano metodi anti-copioni. Peccato che, analizzando la natura di questi sistemi, il tutto diventa più discutibile: in circa un terzo dei casi (29%) si tratta sempre e comunque di metodi per così dire ‘artigianali’ (soluzioni non proprio ortodosse ideate direttamente dall’insegnante). Solo il 56% ha, per sua fortuna, docenti che sfruttano esclusivamente software o applicazioni sviluppate ad hoc per evitare pericolose distrazioni; il 15% deve invece adattarsi a uno schema misto (un po’ di tecnologia e un po’ di improvvisazione).   Le richieste più assurde fatte dai professori Grazie ai ragazzi, però, Skuola.net è entrata ancora di più nel cuore del problema. In che modo? Facendosi raccontare dai ragazzi gli episodi più clamorosi capitati nell’ultimo anno in Dad. Alcuni dei quali, purtroppo, si ripetono puntualmente ad ogni interrogazione o compito scritto. E’ possibile racchiuderli in alcune macro-categorie:   L’ispezione – Al suo interno sono incluse le seguenti istruzioni: inquadrare la scrivania e lo schermo del computer (con la videocamera dello smartphone) per verificare l’assenza di appunti e foglietti; distanziarsi uno o due metri dal tavolo per non poter mettere mano alla postazione; i più esigenti chiedono persino un video-tour di tutta la stanza.   Il Grande Fratello – In questi casi il docente potrebbe chiedere di: avere una seconda videocamera che inquadri sempre il piano di lavoro (per evitare trucchetti in corso d’opera); condividere lo schermo per far vedere cosa si sta visualizzando; c’è chi vuole addirittura tre telecamere (una sull’alunno, una su scrivania e telefono, una ambientale) o la registrazione integrale dell’interrogazione; oppure tenere lo sguardo sempre dritto verso la webcam del computer, con tanto di regole calcistiche (alla prima distrazione sei ammonito, alla seconda sei fuori, verifica annullata!).   Interrogazione al buio – Qui gli insegnanti cercano di risolvere il problema alla radice, inibendo direttamente la visuale allo studente, in vario modo: facendogli mettere una benda sugli occhi; obbligandolo a coprirsi il viso con le mani o semplicemente a tenere gli occhi chiusi; chiedendo di girare la sedia e di volgere le spalle allo schermo, di fissare la parete laterale, di guardare il soffitto. L’istruzione più assurda? Mettere la faccia su un cuscino.   Traslochi – Qualche docente vuole sgomberare il campo da ogni dubbio e chiede, ad esempio, all’alunno: di prendere uno specchio e posizionarlo alle proprie spalle (per avere un controcampo di quello che succede nella stanza), di assicurarsi che l’ambiente sia sufficientemente illuminato – per non lasciare ‘zone d’ombra’ – o che abbia una buon segnale wi-fi, di trasferirsi in un’altra stanza della casa portando con sé solo il dispositivo.   Ginnastica – A volte, poi, la verifica si trasforma quasi nell’ora di educazione fisica, con lo studente che, a seconda delle situazioni, deve: alzarsi in piedi e restarci per tutto il tempo dell’interrogazione; mettere le mani ‘in alto’ o dietro la testa; tenere in braccio libri e quaderni chiusi; muoversi in continuazione per la stanza per non cedere alla tentazione di sguardi indiscreti.