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  • Generazione Z, l’estate in 10 punti: trend e tormentoni delle vacanze post-lockdown
    by Tgcom24 on Luglio 31, 2020 at 12:44 pm

    1. Vacanze? Nì È la madre delle domande che i ragazzi si sono fatti durante il lockdown, specie verso la fase finale: riuscirò ad andare in vacanza? Il timore era legittimo perché, a conti fatti, la crisi economica ma anche la paura del contagio hanno fatto saltare il banco: più di 6 giovani su 10 quest’anno non partiranno.   2. Italia, I love you Ma, appurato che si riesca a rompere la routine quotidiana (perlomeno per qualche giorno) – cosa che riguarda il 40% del campione – c’è un’altra scelta che quest’anno ha messo in crisi molti: dove andare? Le difficoltà negli spostamenti (specie se in aereo), unite alla paura di andare troppo lontano da casa, terranno quasi tutti all’interno dei confini nazionali, giovani compresi: quelle del 2020, per 9 ragazzi su 10, saranno vacanze italiane. Ma era prevedibile.   3. Tutti al mare… Dunque, niente isole greche o spagnole né capitali europee (mete predilette dagli under 25): quest’anno saranno le località del Belpaese a ospitare i nostri ragazzi. Meglio se balneari, visto che il 70% dei giovani vacanzieri punta il mare. Briciole per gli altri: la montagna si ferma al 15% delle preferenze, le città d’arte raccolgono solo il 9% dei voti, appena il 7% farà un tour itinerante per vedere più posti.   4. …In famiglia Vacanze che, per la Generazione Z, saranno quasi un prolungamento del lockdown (ma in trasferta). Perché i compagni di viaggio saranno le stesse persone con cui hanno vissuto la quarantena: la famiglia. Nell’anno del Covid-19 – in 1 caso su 2 – ci si muove esclusivamente con genitori e fratelli, al massimo allargando l’invito a qualche parente. Solo 1 su 3 farà qualcosa con dei coetanei. Chi può, semmai, opta per una vacanza da solo con il proprio amore.   5. Parola chiave: relax Non c’è dubbio che, viste le caratteristiche appena elencate, l’estate 2020 sarà in tono minore anche per la GenZ. Per questo la maggior parte dei giovanissimi non ha riposto grandi aspettative nel prossimo mese: il 41% si accontenta di trascorrerlo in pieno “relax”, il 18% lo passerà all’insegna della “cultura”, il 7% ne approfitterà per ritrovare un contatto con la “natura”, il 6% per fare tanto “sport”; solo il 28% cercherà il “divertimento” a tutti i costi. Ecco perché – per 7 ragazzi su 10 – le vacanze saranno soprattutto ‘alla luce del sole’, vissute di giorno, rimandando la vita notturna all’anno prossimo.   6. E i libri? Aperti Ma, purtroppo per loro, l’estate non coincide solo con relax, divertimento, spensieratezza. Specie quest’anno, con la lunga chiusura delle scuole e delle università, molti sono rimasti indietro con programmi ed esami. Il risultato è che per 8 su 10 i libri rimarranno sempre aperti anche durante le vacanze. I più piccoli dovranno smaltire l’enorme carico di compiti che i docenti gli hanno assegnato per ‘aiutarli’, i più grandi dovranno mettersi sotto per recuperare gli esami lasciati in sospeso.   7. Mascherina, gel igienizzante e distanza non possono mancare Il Covid-19 deve aver spaventato davvero tanto i più giovani, probabilmente alla prima grande prova della loro vita al cospetto di un’emergenza di tali proporzioni. In queste settimane post-lockdown abbiamo sentito parlare di comportamenti irresponsabili da parte dei ragazzi. Ma, stando alle loro risposte, si è trattato di una sparuta minoranza. Quasi tutti – oltre il 90% – anche durante le vacanze promettono che adotteranno tutte le precauzioni del caso per evitare il contagio, a partire dalla mascherina.   8. La canzone dell’estate 2020: “Karaoke” di Boomdabash e Amoroso Ma c’è una cosa che neanche la pandemia è riuscita a cancellare (con buona pace dei detrattori): il tormentone estivo. Anche stavolta la concorrenza era agguerrita. A riempire la top10, come quasi sempre avviene, i ritmi latini. Chi l’ha spuntata? A dominare è il “Karaoke” del Salento firmato da Boomdabash e Alessandra Amoroso. Seconda piazza per un altro professionista del tormentone: è Irama con la sua “Mediterranea”. Al terzo posto, invece, cambiano le sonorità: c’è “Good Times” del rapper-trapper Ghali, in classifica ormai dall’inizio della primavera.   9. L’estate 2020 in TV? Sotto il sole di Riccione e Temptation Island Le sere d’estate in relax non possono fare a meno dell’amica di tanti, la Tv. Quest’anno anche la GenZ ha trovato la sua commedia estiva, che risponde ai canoni classici del genere: è “Sotto il sole di Riccione”, che molto ricorda il famoso “Sapore di Mare” di quarant’anni fa. A contendere lo scettro al film Netflix, il fenomeno “Temptation Island”, il reality delle coppie che scoppiano in un villaggio vacanze. Evidentemente anche la nuove generazioni vanno pazze per amori e tradimenti sotto l’ombrellone.   10. Personaggio dell’estate 2020: Chiara Ferragni (con sorpresa) Chiudiamo il decalogo con la proclamazione del personaggio dell’estate 2020 (almeno secondo la GenerazioneZ). La scena è ancora dominata da virologi e politici che fanno bilanci e previsioni sul futuro. Ma questo periodo ha avuto come protagonista anche un idolo per migliaia di ragazzi: Chiara Ferragni. L’influencer di fama mondiale è stata sulla breccia prima e dopo il lockdown: lanciando una raccolta fondi per l’ospedale di Milano, partecipando alle manifestazioni contro il razzismo, visitando i luoghi della cultura italiana per rilanciare il turismo, sfornando persino una hit estiva con Baby K. Ma, attenzione, c’è una outsider che è pronta a soffiargli il titolo: è quella che tutti conoscono come “la signora di Mondello”; per intenderci quella che ha pronunciato la fatidica frase: “Non c’è n’è Coviddi!”… ormai una vera star dei social.

  • Buone vacanze…anzi, no: studenti sotto una valanga di compiti nell’estate post-lockdown
    by Tgcom24 on Luglio 30, 2020 at 2:01 pm

    Compiti ‘personalizzati’ per chi è rimasto troppo indietro Ma non finisce qui. Perché a qualcuno sarà richiesto uno sforzo supplementare: i compiti personalizzati. Non sono tantissimi gli interessati – circa 1 su 10 – ma danno la misura di come la particolare situazione vissuta dalla scuola negli ultimi mesi abbia portato a rivedere le dinamiche tradizionali. Nella metà dei casi, i docenti hanno utilizzato questo nuovo metodo per tutta la classe (o quasi) indistintamente; nell’altra metà, invece, le assegnazioni individuali sono state mirate a far recuperare gravi lacune o per punire chi ha approfittato della didattica a distanza per andare in vacanza, almeno con la mente, in anticipo.   Anche gli esercizi estivi si digitalizzano La svolta tecnologica dovuta alla DaD ha lasciato ulteriori strascichi, stavolta positivi, pure nelle modalità di assegnazione e consegna degli esercizi per l’estate. Il 57% dei ragazzi ha infatti ricevuto la lista dei compiti via mail o comunque online da tutti i professori, il 38% dalla maggior parte degli insegnanti, appena al 5% è stata comunicata (come sempre) a voce seppur a distanza. Situazione simile per quel che riguarda la consegna degli esercizi svolti: in 3 casi su 4 i docenti (tutto o quasi) li vorranno trovare, prima del ritorno a scuola, nella propria casella di posta elettronica o comunque in un archivio online indicato; mentre 1 su 4 rimane legato alla classica consegna a mano. Non solo: più di 1 su 10 già sa che anche la correzione avverrà via web, con delle sessioni dedicate durante il mese di settembre.   Il traguardo è ancora lontano Le novità formali, però, non cambiano la sostanza di sempre. Tantissimi, anche quest’anno, gli studenti che aspetteranno l’ultimo secondo utile per chiudere la pratica (ammesso che lo facciano). Più di 1 su 2 confessa di essere ancora in alto mare: il 48% non è arrivato nemmeno a metà del lavoro, l’8% non ha neanche iniziato. Pochissimi (7%) quelli che sostengono di averli già finiti. Solo tra i ragazzi delle scuole medie si riscontra una maggior diligenza. Forse è per questo che quasi 3 su 10 – un po’ meno se guardiamo ai più piccoli – manifestano l’intenzione di copiare se non proprio tutti i compiti (5%) quantomeno buona parte degli esercizi (24%).   Le difficoltà degli ultimi mesi spingono a impegnarsi di più Anche se, va detto, i tanti ostacoli incontrati durante il secondo quadrimestre spingeranno (già ora o più in là) la maggior parte degli studenti – indipendentemente dal rendimento scolastico – a impegnarsi di più di quanto avrebbero fatto in condizioni normali. Circa 6 su 10, sia tra quelli che hanno avuto insufficienze (e che dovranno frequentare i corsi di recupero organizzati dalle scuole) sia tra quelli che hanno avuto voti migliori, dichiarano infatti di voler mettere particolare attenzione nello svolgimento dei compiti, per presentarsi alla ripresa avendo recuperato gli argomenti persi per strada da febbraio a giugno.

  • Banchi, un’insegnante denuncia: “Quelli proposti dalla Azzolina garantiscono la sicurezza in caso di terremoto?”
    by Tgcom24 on Luglio 29, 2020 at 11:18 am

      Nell’appello lanciato via social la Martini inizia affermando: “Non voglio neanche pensare ai milioni di euro che vengono buttati via per questi strumenti di didattica innovativa che non sono supportati dalle nostre aule e dalla nostra edilizia scolastica, quanto per parlare della pericolosità di questi banchi nel momento in cui in una scuola ci sia un terremoto o un incendio”. “Avete visto che hanno le rotelle quindi sono banchi che si muovono e che possono intralciare in modo pericoloso tutte le vie di fuga e di uscita in caso ci siano degli incendi”.   Il primo cittadino di Rossano Veneto attacca: “Nelle scuole ci sono delle norme da seguire, norme che sono contenute in dispositivi di legge normati dal nostro Stato e che il ministro dovrebbe conoscere. Inoltre in caso di terremoto i ragazzi devono ripararsi sotto i banchi”. Cosa che risulterebbe impossibile se i banchi fossero quelli delle foto che circolano in questi giorni e che la stessa insegnante mostra nel video. “Vi prego – conclude – condividete più che potete, fermiamo questa gara. Diamo i soldi all’edilizia scolastica è un momento difficile per l’italia, non buttiamo via il nostro denaro”.

  • Lotta alle fakenews, Martella: “Servono politiche pubbliche per alfabetizzare al digitale adulti e ragazzi”
    by Tgcom24 on Luglio 29, 2020 at 10:25 am

    La scuola, un buon punto di partenza Il primo passo per attuare questo piano è sicuramente l’introduzione della cosiddetta media education all’interno dell’educazione civica (che da settembre tornerà nei programmi scolastici): “Sarà un passaggio importante, che può determinare una maggior consapevolezza di quel che accade nella nostra società. Ma – aggiunge Martella – bisogna anche pensare ad iniziative che aiutino ad approcciarsi costruttivamente alle tecnologie, al digitale, ai social”. Inoltre, come detto, l’attenzione deve rivolgersi anche altrove: ”Questo discorso vale pure per chi non è più in età scolare”.   L’educazione al digitale riguarda anche gli adulti “Molta gente – prosegue il Sottosegretario – in questi mesi si è avvicinata al web per informarsi, spesso imbattendosi in qualcosa che non conosceva. Bisogna perciò ragionare su delle politiche da mettere in campo affinché milioni di persone possano essere alfabetizzate al digitale; il che permetterebbe di combattere meglio un’informazione non fondata su dati reali”. L’idea è quella di ispirarsi a un modello divulgativo di successo magari sfruttando come 60 anni fa il servizio pubblico perché, come sottolinea Martella, “Questo è un tema che ha a che fare con la cittadinanza, con i diritti e quindi con la democrazia. È il vivere quotidiano di ognuno di noi: chi è più informato, chi sa accedere a determinati strumenti, è sicuramente un cittadino più responsabile”.   Avvicinare i ragazzi alla lettura Restando nel campo dell’educazione di base, secondo il Sottosegretario, parallelamente bisogna pensare a delle politiche pubbliche che possano intervenire prima, incentivando un’attitudine alla lettura: “Con l’ultima legge di bilancio – dice Martella – sono stati stanziati 20 milioni di euro, che già dal prossimo anno scolastico saranno a disposizione degli istituti, per consentire l’acquisto di giornali e periodici e avvicinare i giovani a una lettura critica”.   Fondamentale riconoscere le notizie sbagliate Ma la domanda che quotidianamente molti ragazzi si fanno è molto più immediata: nel nostro piccolo come possiamo fare per migliorare la qualità dell’informazione? Se pensiamo di essere di fronte a una fake news, come ci dobbiamo comportare per evitare che si diffonda? Per rispondere, il Sottosegretario parte da un esempio concreto: “Anche durante il momento più difficile (del lockdown) – racconta – sono apparse delle notizie che sembravano vere ma che invece erano assurde, rischiando di fare dei danni ai cittadini e alla loro salute. Se uno s’imbatte in informazioni del genere si dovrebbe chiedere come evitare che girino ulteriormente. Perciò, proprio in quelle settimane, abbiamo costituito un’unità di lavoro con degli esperti per vedere se sul web, in relazione al coronavirus, ci fossero notizie che potessero mettere in discussione la salute di cittadini. Perché l’accesso all’informazione è sacro, le opinioni sono sacre; sono il sale della democrazia. Nessuno può dare un bollino della verità a questo o a quello. Ma se abbiamo degli strumenti per riconoscere delle notizie infondate è meglio”.   Un hub istituzionale contro le fake news Un progetto ambizioso che, a breve, potrebbe svilupparsi ulteriormente; per rendere ancora più facile capire quali notizie potrebbero avere qualcosa di strano al loro interno: “Il Governo non deve mettere in discussione le opinioni ma dare strumenti di maggior discernimento” assicura il Sottosegretario. “Per esempio, lo stesso gruppo di lavoro sulle fake news in materia sanitaria ha proposto di creare un hub istituzionale in cui raccogliere le informazioni corrette. Si potrebbero inoltre fare delle campagne di informazione o dei corsi di formazione per i comunicatori attorno a queste materie, per permettere ai cittadini di accedere con maggiore facilità a fonti affidabili”.  

  • Il nonno è uno studente modello: si laurea a 97 anni a Palermo
    by Tgcom24 on Luglio 29, 2020 at 6:27 am

    Chi è il nonno studente modello? – Paternò è nato il 10 settembre 1923. Ha conosciuto il fascismo, la guerra, la liberazione, il dopoguerra, gli anni della democrazia e delle lotte sociali.   Nato in una famiglia povera ma dignitosa, la sua priorità è stato il lavoro più che lo studio. Per questo ha fatto il fattorino e ha lavorato in una birreria prima di conseguire, studiando con grandi sacrifici, il diploma di geometra a 31 anni. Gli servì per essere assunto dalle Ferrovie dello Stato dove è rimasto fino alla pensione.   Ma la vita da pensionato era per lui un’occasione per divorare libri e occuparsi di storia. Perché, dunque, non pensare alla laurea? Nel 2017 ha così deciso, a 94 anni, di iscriversi al corso di studi storici all’Università di Palermo.   Il gran giorno è arrivato – Il suo percorso accademico è disseminato di tanti 30 e lode e ora si conclude in perfetta regola con i tempi della laurea triennale che arriva con la discussione di una tesi di cui è relatrice la professoressa Rossella Cancila.   Nell’aula della facoltà di Lettere e Filosofia si presenterà uno studente modello. Alla sua prova, alla quale si è preparato con grande impegno, non ci saranno, come di solito accade, i genitori. Ma i due figli e il nugolo di nipoti e pronipoti che porteranno i fiori e lo spumante.Obiettivo raggiunto? Non ancora. Paternò, che è vedovo da anni ed è il piu’ anziano studente italiano se non del mondo, ha fatto sapere al rettore Fabrizio Micari che ora penserà alla laurea specialistica.   Arriverà quando al neo dottore mancherà un anno per festeggiare un secolo di vita.