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  • Cala la produzione industriale: l’Italia tra le peggiori in Europa
    by Lidia Baratta on Gennaio 13, 2021 at 10:54 am

    Il nostro Paese fa registrare una delle performance più preoccupanti tra gli Stati membri dell’eurozona. A novembre l’andamento dell’industria diminuisce dell’1,4%, in Francia la riduzione si ferma a -0,9%, in Spagna a -0,6% e in Germania aumenta invece dello 0,8% L’articolo Cala la produzione industriale: l’Italia tra le peggiori in Europa proviene da Linkiesta.it.

  • Il Recovery Plan è una fumosa lista della spesa che la Commissione Ue respingerà
    by Lidia Baratta on Gennaio 13, 2021 at 5:00 am

    Dopo aver letto le oltre 170 pagine del piano italiano, molti economisti contattati da Linkiesta hanno definito il testo come «fumoso» e «poco credibile». È utile solo come bozza per tenere buono il Parlamento. Sono critici anche i sindacati: non è previsto nessun monitoraggio dei progetti L’articolo Il Recovery Plan è una fumosa lista della spesa che la Commissione Ue respingerà proviene da Linkiesta.it.

  • Ecco come saranno i nuovi e agguerriti sindacati degli anni Venti
    by Alberto Bellotto on Gennaio 13, 2021 at 5:00 am

    La creazione di un’organizzazione tra i dipendenti di Google è il primo segnale di una fase che si annuncia turbolenta. Negli Stati Uniti come in Europa ci si prepara a una stagione di agitazioni e richieste spinta dalla crisi economica. Tutti i settori del lavoro saranno coinvolti, dalla gig economy alle big tech L’articolo Ecco come saranno i nuovi e agguerriti sindacati degli anni Venti proviene da Linkiesta.it.

  • La maggioranza degli americani è ancora a favore del capitalismo
    by Rainer Zitelmann on Gennaio 12, 2021 at 5:00 am

    Politici anticapitalisti come Bernie Sanders e Alexandra Ocasio-Cortez continuano a conquistare consenso e popolarità. Un sondaggio dell’American Heartland Institute dimostra però che un’ampia quota dei cittadini degli Stati Uniti è convinta che il libero mercato sia il miglior sistema economico possibile L’articolo La maggioranza degli americani è ancora a favore del capitalismo proviene da Linkiesta.it.

  • In Italia solo le imprese hanno compreso l’importanza della ricerca
    by Gianni Balduzzi on Gennaio 12, 2021 at 5:00 am

    Negli ultimi anni gli investimenti privati in R&D sono aumentati, colmando uno storico ritardo. Negli ambienti industriali si è diffusa la consapevolezza che in un periodo di domanda stagnante e allo stesso tempo di globalizzazione e competizione la soluzione è il prodotto innovativo. Al pubblico resta il compito di rimuovere tutti gli ostacoli strutturali L’articolo In Italia solo le imprese hanno compreso l’importanza della ricerca proviene da Linkiesta.it.

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  • Auto, nasce Stellantis: completata la fusione tra Fca e Peugeot
    by Tgcom24 on Gennaio 16, 2021 at 12:06 pm

    Il metodo del patrimonio netto – In seguito alla fusione, si legge in una nota, Exor deconsoliderà le attività e le passività della ex Fca, in precedenza contabilizzati secondo il metodo di consolidamento integrale “linea per linea” e valuterà l’investimento in Stellantis con il metodo del patrimonio netto “equity method”, con una valutazione iniziale al fair value e completamento del valore definitivo entro un anno dal perfezionamento della fusione.   I primi effetti – Gli effetti preliminari delle implicazioni contabili, che al momento non sono quantificabili, saranno riportati nella relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2021. Ulteriori dettagli saranno riportati nella sezione “Eventi” successivi della relazione finanziaria consolidata al 31 dicembre 2021.  

  • Ristori: quinto decreto con 10-15 miliardi, poi la stretta
    by Tgcom24 on Gennaio 16, 2021 at 11:47 am
  • Covid, a causa della pandemia nel 2020 dimezzati i consumi culturali 
    by Tgcom24 on Gennaio 16, 2021 at 10:00 am
  • Ristori, Cgia: 29 miliardi di aiuti contro 423 di mancati incassi
    by Tgcom24 on Gennaio 16, 2021 at 8:45 am

    “Le chiusure per decreto non si discutono – spiega la Cgia -, ma è altrettanto doveroso intervenire affinché gli operatori che sono costretti a chiudere l’attività per decreto vengano aiutati economicamente in misura maggiore di quanto è stato fatto fino ad ora. Altrimenti, rischiano di chiudere definitivamente i battenti”.   Circa 200 miliardi le perdite in capo a chi ha chiuso Per le imprese che hanno subito i contraccolpi più negativi della crisi, ovvero quelle che hanno dovuto chiudere per decreto, i ristori erogati dall’esecutivo hanno raggiunto un livello medio di copertura del calo del fatturato di circa il 14,5%. Le misure di sostegno al reddito approvate dal governo Conte, infatti, sono andate in larghissima parte alle attività che hanno registrato un crollo del giro di affari di almeno il 33% rispetto al 2019.   L’Ufficio studi della Cgia, infatti, stima che dei quasi 423 miliardi di riduzione del fatturato registrata nel 2020 (pari ad una contrazione del -13,5% rispetto l’anno prima), almeno 200 miliardi sarebbero ascrivibili alle imprese dei settori che sono stati costretti a chiudere per decreto.   “Necessario passare dai ristori ai rimborsi” “E’ necessario passare dai ristori ai rimborsi – prosegue la Cgia di Mestre -. E’ evidente che è necessario un cambio di rotta: i ristori vanno sostituiti con i rimborsi. In altre parole è necessario uno stanziamento pubblico che compensi quasi totalmente sia i mancati incassi sia le spese correnti che continuano a sostenere. La stessa cosa va definita anche per i settori che seppur in attività è come se non lo fossero. Segnaliamo, in particolar modo, le imprese commerciali ed artigianali ubicate nelle cosiddette città d’arte che hanno subito il tracollo delle presenze turistiche straniere e, in particolar modo, il trasporto pubblico locale non di linea (taxi, bus operator e autonoleggio con conducente) che sebbene in servizio hanno i mezzi fermi nelle rimesse o nei posteggi”.  

  • Dpcm, bar senza asporto: perdite per il 50%
    by Tgcom24 on Gennaio 15, 2021 at 6:28 pm
  • La verità sul “mega forziere” ​che custodirà i soldi online
    by Andrea Muratore on Gennaio 17, 2021 at 4:00 pm

    Andrea Muratore Url redirect: https://it.insideover.com/economia/goldman-sachs-punta-il-mercato-delle-criptovalute.html?utm_source=ilGiornale&utm_medium=article&utm_campaign=article_redirectLa verità sul “mega forziere”che custodirà i soldi online

  • La profezia sul nostro futuro: “Se ci sarà ancora l’austerità…”
    by Sofia Dinolfo on Gennaio 17, 2021 at 3:08 pm

    Sofia Dinolfo Mauro Indelicato Url redirect: https://it.insideover.com/economia/coronavirus-nel-2021-l-allarme-sulle-disuguaglianze-diventera-piu-concreto.html?utm_source=ilGiornale&utm_medium=article&utm_campaign=article_redirectLa profezia sul nostro futuro:”Se ci sarà ancora l’austerità…”

  • Monti, piano horror per Conte. Così ci svuotano il portafoglio
    by Ignazio Stagno on Gennaio 17, 2021 at 12:29 pm

    Ignazio Stagno L’ex premier detta le condizioni a Giuseppi per la fiducia. Spunta una lista da incubo di tasse. Chi rischia il salasso Nella partita per il Conte Ter entrano a pieno titolo anche i senatori a vita. Come ha ricordato ilGiornale il pallottoliere della crisi è anche appeso a sei voti che potrebbero arrivare dai senatori a vita. E così anche uno come Mario Monti fa sentire la sua voce ponendo delle vere e proprie condizioni al premier per accordargli la sua fiducia. E lo fa con un editoriale sul Corriere della Sera che già mette i brividi per il carico fiscale che annuncia. Il Loden non usa giri di parole e va dritto al punto mettendo nero su bianco tutte le sue richieste tassarole. A forgiare la lista horror di Monti è di certo l’ultima audizione di Giacomo Ricotti di Bankitalia. Solo qualche giorno fa, proprio il Capo del servizio assistenza e consulenza fiscale di via Nazionale, ha lanciato un’idea che trova parecchio spazio negli ambienti più a sinistra del governo. Per farla breve, palazzo Koch ha suggerito al governo di tassare di più la ricchezza, il patrimonio immobiliare per abbassare la pressione fiscale sulle buste paga e sul reddito da lavoro. E così l’ex premier sfodera un elenco di imposte che, a suo dire, Conte dovrebbe avere il coraggio di mettere sul tavolo del suo nuovo esecutivo qualora riuscisse a trovare i voti in Parlamento. Ed ecco la lista nera delle tasse che Monti suggerisce a Giuseppi: “Riforma fiscale, con adeguato spazio alle semplificazioni, ad un fisco ‘friendly ma non troppo’ verso i contribuenti, alla necessità di salvaguardare la competitività ; ma anche, senza pregiudizi in alcuna direzione, ai temi che solo in Italia sono considerati tabù, temi che tutti i partiti, pavidi, non osano neppure pronunciare : imposta ordinaria sul patrimonio, imposta di successione, imposizione sugli immobili e aggiornamento del catasto, imposizione sul lavoro, ecc. Ci si potrebbe avvalere, come punto di partenza, delle audizioni parlamentari svoltesi recentemente, in particolare di quella – meticolosamente non sovversiva, ma che non ha tabù – di Giacomo Ricotti della Banca d’Italia (11 gennaio 2021)”. Insomma in modo del tutto chiaro Monti, esperto in materia, consiglia a Conte di mettere le mani nel portafoglio degli italiani già provato dai continui scippi di imposte e balzelli. Giusto per ricordarlo a Monti, lunedì gli italiani pagheranno alcune imposte sospese dai precedenti decreti e solo per un intervento in extremis si sono salvati dall’invio di 50 milioni di cartelle fiscali. Ma a quanto pare non basta. La ricetta dell’ex premier è sempre la stessa: tassare. Adesso sussurra all’orecchio di Conte un remake di quanto fatto a palazzo Chigi tra il 2011 e il 2013. E a farne le spese, come al solito, saranno ancora una volta milioni di italiani. Solo qualche settimana fa era stato respinto lo spauracchio della patrimoniale tanto cara alla sinistra di Leu e a pezzi del Pd. Adesso quell’incubo può tornare anche con la “ricetta” montiana. Comunque vada a finire la crisi, senza un governo di centrodestra che vuole introdurre un sistema fiscale snello come quello della flat tax, coi giallorossi mettiamoci l’anima in pace: il nostro portafoglio è in pericolo. Persone:  Mario Monti Giuseppe Conte

  • Borsa italiana: vaso di coccio tra vasi di ferro
    by Emilio Tomasini on Gennaio 17, 2021 at 12:13 pm

    Emilio Tomasini Domande e risposte sulla mancata crescita dei prezzi del nostro “mercatino” azionario italiano Inizio sinceramente a pormi dei problemi relativamente alla crescita dei prezzi dei mercati azionari internazionali e negli USA in primis. E inizio parallelamente a pormi dei problemi relativamente alla mancata crescita dei prezzi del nostro “mercatino” azionario italiano. Intendiamoci, ci sono delle opportunità su Borsa Italiana e qui di seguito ne indicheremo qualcuna ma francamente se proprio dobbiamo andare sul brutale vedo un Ftse All Share che mostra barrette di secondo piano, con volumi asfittici e momentum zero, quasi che salisse per simpatia verso la Borsa americana. Non vedo acquirenti convinti, vedo una serie storica di prezzi senza colore e senza significato. Questa crisi di governo cade in un momento fatale della storia del nostro Paese e ricordo a tutti che i caduti nella prima guerra mondiale sono stati 800.000 mentre i caduti nella seconda guerra mondiale sono stati 450.000 e noi finora abbiamo 70.000 “caduti” ma tenendo conto che la pandemia è iniziata a novembre 2019 alcuni statistici consigliano di moltiplicare per 2 ovvero stiamo parlando di 140.000 “caduti”. Il primo impatto è che i rendimenti dei titoli di Stato italiani sembrano avere trovato un fondo e mostro un grafico che è eloquente di per sé e lo è tanto più quanto il precedente minimo è allo stesso livello di questo e anche in quella situazione poi i rendimenti hanno preso a risalire. [[fotonocrop 1917234]] A livello internazionale ormai da mesi le case di investimento pubblicano grafici che mostrano come il momentum delle azioni Nasdaq sia fortissimo e come le quotazioni delle azioni siano ormai in odore di “bolla” finanziaria. Quando si parla di “Bolla finanziaria” per gli investitori ovviamente per un dramma ma per noi trader significa “regalano i soldi” perché è come il gioco del cerino, chi lo tiene in mano alla fine si brucia (l’investitore). Gli altri (i trader) sono scappati prima. Per questo è davvero molto importante ora ragionare su cosa sia speculazione di Borsa e cosa sia investimento. L’investimento lo fai con i prezzi bassi, la speculazione la fai con i prezzi sui massimi. Ma se sei investitore e ti vuoi fare speculatore o viceversa finisci dritto al camposanto. Un indicatore di questa follia borsistica è il rapporto “call / put” usa che sta raggiungendo livelli paragonabili al 2001 e diciamo che non ci ha portato molto bene in quella occasione… [[fotonocrop 1917235]] Che fare quindi concretamente ? Sicuramente cavalcare la bolla con la consapevolezza che mi pare stiamo entrando nel gioco del cerino e quindi se sei speculatore devi sapere che l’ultimo giro di walzer di un mercato in bolla lo fai in perdita del 10 – 15%. Se non accetti questa perdita del 10 – 15% allora sappi che poi lo prendi nei denti tra il 50 % e l’ 80% a seconda dei titoli e del mercato e sei out per qualche anno. Con questa consapevolezza si può continuare a fare un giro dopo l’altro sulle azioni. E ne segnaliamo qualcuna in Italia: BEGHELLI: il primo giro lo abbiamo perso ma ora con questa lateralizzazione e con la barra di venerdì si può provare a cavalcarlo di nuovo a patto che rompa i massimi della scorsa settimana. Significativi i volumi di venerdì che indicano come non abbiano ancora smesso di comprare. [[fotonocrop 1917236]] Tag:  Borsa

  • Statali, busta paga “stravolta” Tutti i nuovi importi in tasca
    by Federico Garau on Gennaio 17, 2021 at 11:55 am

    Federico Garau La stabilizzazione dell’elemento perequativo rimane uno dei principali nodi da sciogliere in fase di trattativa Dal rapporto semestrale sulle retribuzioni per i dipendenti pubblici effettuato da Aran (agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni), emergono tutte le novità in previsione per il rinnovo 2019/2021. Gli incrementi, tuttavia, a seguito dell’analisi di tali dati da parte dei sindacati, lascerebbero tanti con l’amaro in bocca, fermandosi a cifre inferiori rispetto a quelle previste. Per gli statali si parla di un aumento di 107 euro mensili al lordo dell’elemento perequativo (lo strumento con cui si cerca di dare sostegno a quei lavoratori con redditi più bassi). Non conteggiando, tuttavia, l’integrazione compresa nel rinnovo dei contratti 2016/2018, l’incremento medio si ferma ad appena 100 euro. Una cifra non raggiunta da infermieri nè da docenti. I primi, con l’applicazione dei criteri previsti, arriverebbero a un aumento di 97 euro senza elemento perequativo ed al lordo dell’indennità di vacanza (cioè 15 euro). I docenti non andrebbero oltre i 91,50 euro, i dipendenti pubblici degli enti locali cat.A (la categoria base) si fermeranno addirittura a 60,30 euro al netto dell’elemento perequativo ed al lordo dell’indennità di vacanza (mentre per i dirigenti si parla invece di un aumento di 334 euro mensili). “Alla fine del mese definiremo con i sindacati i comparti e le aree di contrattazione”, spiega a Il Messaggero Antonio Naddeo, presidente dell’Aran. “Dopodiché una direttiva del ministero della Pa e del Mef darà ufficialmente il via alla trattativa, eventualmente con le indicazioni per destinare più risorse ai comparti svantaggiati”. Il rapporto di Aran fa emergere un incremento del 3,8% per quanto riguarda gli stipendi dei dipendenti pubblici in previsione per il rinnovo 2019/2021, non includendo tuttavia l’elemento perequativo: al lordo di quest’ultimo si arriva al 4,07%. Proprio la stabilizzazione di tale bonus previsto per i redditi più bassi resta uno dei campi di scontro aperti con i sindacati di categoria, ed il fatto che tra le parti in trattativa il clima sia molto teso è risultato palese anche in occasione dello sciopero generale dello scorso 9 dicembre, fatto in periodo di piena emergenza sanitaria. Sono dieci gli anni di blocco di contrattazione, ma ciò nonostante i sindacati non puntano a recuperare tutto in un unico momento. L’intento resta almeno quello di portare alle categorie tutelate un incremento superiore agli 85 euro lordi ottenuti per la fase 2016/2018. Per quanto riguarda il periodo 2016/2018, a dicembre si è concluso l’iter del rinnovo anche per i dirigenti delle funzioni locali, mentre resta fermo al palo quello del personale della presidenza del Consiglio e dei dirigenti di palazzo Chigi. Tag:  contratti dipendenti pubblici

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