Economia

Il Sole 24 ORE – Economia Il Sole 24 ORE – Economia

Repubblica.it > Economia Repubblica.it: gli ultimi articoli della sezione Economia

lastampa.it – Economia lastampa.it – Economia

Economia – Linkiesta.it News Linkiesta.it

  • La trincea dei licenziamenti, il nuovo decreto in arrivo e la direttiva Ue sul salario minimo
    by Lidia Baratta on Ottobre 26, 2020 at 10:14 am

    Nella newsletter di questa settimana: i sindacati pronti allo sciopero se dovesse cadere il divieto di licenziare, il nuovo provvedimento per le imprese colpite dall’ultimo dpcm, la Whirlpool di Napoli verso la chiusura e le divisioni in Confindustria. E anche: la legge sullo smart working in Germania e i libri consigliati per capire qualcosa in più di quello che sta accadendo nel mondo del lavoro L’articolo La trincea dei licenziamenti, il nuovo decreto in arrivo e la direttiva Ue sul salario minimo proviene da Linkiesta.it.

  • Aiuti a fondo perduto per chi chiude, ma ridotti per bar e ristoranti
    by Linkiesta on Ottobre 26, 2020 at 7:17 am

    I bonus saranno svincolati dalla perdita di fatturato ed erogati dall’Agenzia delle entrate alle attività interessate dalla nuova stretta, anche quelle con un volume d’affari oltre 5 milioni, selezionate in base ai codici Ateco. I vertici di Cgil, Cisl e Uil convocati da Conte per mercoledì 28 ottobre L’articolo Aiuti a fondo perduto per chi chiude, ma ridotti per bar e ristoranti proviene da Linkiesta.it.

  • L’inutile supermulta a JPMorgan per manipolazione dei mercati
    by Mario Lettieri on Ottobre 26, 2020 at 5:00 am

    Ancora una volta per le banche “too big to fail” si applica un conveniente accordo di favore. Le sanzioni, anche se apparentemente salate, sono spesso solo una misera percentuale dei profitti fatti illegalmente e fraudolentemente L’articolo L’inutile supermulta a JPMorgan per manipolazione dei mercati proviene da Linkiesta.it.

  • Serve un patto europeo per la casa per risolvere la crisi degli affitti cari e degli appartamenti vuoti
    by Ilaria Potenza on Ottobre 24, 2020 at 4:00 am

    Cento città, regioni e gli eurodeputati hanno proposto un piano per fronteggiare la crisi abitativa e tutelare il territorio, ma la competenza è degli Stati membri . Intanto l’Unione ha già messo a punto il Renovation Wave, un progetto volto a favorire un’edilizia sociale fatta di infrastrutture sostenibili che riducono l’impatto sull’ambiente L’articolo Serve un patto europeo per la casa per risolvere la crisi degli affitti cari e degli appartamenti vuoti proviene da Linkiesta.it.

  • Dieci proposte per un sano rapporto tra lavoro e tecnologia
    by Antonio Aloisi e Valerio De Stefano on Ottobre 24, 2020 at 4:00 am

    Antonio Aloisi e Valerio De Stefano in “Il tuo capo è un algoritmo” (Laterza) propongono un decalogo di azioni per «salvare la trasformazione digitale da sé stessa» L’articolo Dieci proposte per un sano rapporto tra lavoro e tecnologia proviene da Linkiesta.it.

Tgcom24 Tgcom24 contents

  • Dazi, Ue autorizzata a una ritorsione da 4 miliardi di dollari contro gli Usa
    by Tgcom24 on Ottobre 26, 2020 at 11:05 pm
  • Von der Leyen: “All’Italia i primi 10 miliardi per Cig e lavoro”
    by Tgcom24 on Ottobre 26, 2020 at 8:00 pm
  • Confindustria, Bonomi: danni a economia per 216 mld
    by Tgcom24 on Ottobre 26, 2020 at 5:37 pm
  • Il boom delle vendite di giocattoli fa salire Hasbro nel terzo trimestre
    by Matia Venini on Ottobre 26, 2020 at 3:29 pm

    Come già accaduto a Mattel, anche la rivale Hasbro sta beneficiando degli effetti della pandemia, che costringe molte famiglie a rimanere a casa. La popolare azienda di giocattoli e giochi da tavolo nel terzo trimestre del 2020 ha infatti registrato un aumento dei ricavi del 12,8% sullo stesso periodo dell’anno precedente, pari a 1,78 miliardi di dollari, e ha visto il valore del proprio titolo a Wall Street salire del 3,6% negli scambi pre-market, prima di ritirarsi leggermente. CRESCONO VENDITE E UTILI Il produttore del popolarissimo Monopoly (che ha da poco compiuto gli 85 anni di attività) e del gioco di carte collezionabili Magic nel periodo luglio-settembre del 2020 ha registrato un balzo delle vendite del 21% tendenziale, incassando 543,1 milioni di dollari. I profitti netti del gruppo con base a Rhode Island sono saliti a 220,9 milioni, a fronte di un utile per azione attestatosi a 1,88 dollari, contro gli 1,63 dollari stimati dagli analisti. NON SOLO IL MONOPOLY Stando al comunicato diramato da Hasbro, a incidere in maniera significativa sui ricavi sono stati soprattutto i giocattoli relativi al marchio di Star Wars e della serie tv ‘The Mandalorian’, spin-off della epopea fantascientifica realizzata da George Lucas che uscirà a breve con la seconda stagione sulla piattaforma streaming Disney Plus. L’IMPORTANZA DELL’INTRATTENIMENTO PER FAMIGLIE La collaborazione con i brand internazionali dell’intrattenimento per famiglie è fondamentale per i produttori di giocattoli. Elemento questo sottolineato anche dal CEO di Hasbro Brian Goldner: “La produzione di intrattenimento dal vivo sta tornando e siamo pronti a migliorare le consegne del quarto trimestre, con alcune novità pronte per il 2021”. LA STAY-AT-HOME ECONOMY I buoni risultati registrati nel terzo trimestre del 2020 da Hasbro e Mattel sono figli della cosiddetta stay-at-home economy, nata durante la pandemia e destinata a durare ancora a lungo, complici le nuove restrizioni adottate dai governi per frenare la seconda ondata del virus. “L’industria dei giocattoli, nel suo insieme, è cresciuta in modo significativo – aveva dichiarato anche il CEO di Mattel Ynon Kreiz, nel comunicato riguardanti gli utili della società – e continua a dimostrare la sua resilienza in tempi difficili per l’economia”. Contenuto a cura di Financialounge.com

  • Conto salatissimo dalla chiusura anticipata per bar e ristoranti: perdite per 2,7 miliardi di euro
    by Antonio Cardarelli on Ottobre 26, 2020 at 1:34 pm

    Alla fine la temuta stretta su ristoranti, bar e pizzerie e arrivata. E il conto rischia di essere salatissimo, come anticipato poco prima della pubblicazione del nuovo Dpcm che fissa la chiusura alle 18. “Se non accompagnate da contemporanee e proporzionate compensazioni economiche, questo sarebbe il colpo di grazie per i pubblici esercizi italiani”, recita la nota di Fipe-Confcommercio, la Federazione dei Pubblici Esercizi, che stima perdite per 2,7 miliardi di euro per le imprese della ristorazione. Una perdita che, ovviamente, va ad aggiungersi a quella patita durante il primo lockdown di primavera. 50MILA IMPRESE A RISCHIO CHIUSURA Fipe ricorda come “i ripetuti annunci di chiusure anticipate hanno già prodotto la desertificazione dei locali” e invoca l’arrivo di provvedimenti di ristoro economico. Per andare avanti, insomma, servono indennizzi a fondo perduto, crediti d’imposta per gli affitti commerciali, nuove moratorie fiscali e creditizie e il prolungamento degli ammortizzatori sociali. A rischio, secondo i calcoli della Federazione, ci sono 50.000 imprese e 350mila posti di lavoro. LAVORARE PER NON MORIRE “Chiediamo di poter continuare a lavorare per non morire e per questo servono, senza ritardo o inutili annunci, le misure promesse”, recitava l’appello lanciato da Fipe poche ore prima del nuovo Dpcm. Un appello rimasto inascoltato, in cui gli esercenti ricordavano i grandi sforzi organizzativi ed economici affrontati per adeguarsi ai protocolli sanitari e alle misure anti-contagio. Proprio in virtù di questi sforzi, sottolinea Fipe, “non si possono far ricadere le responsabilità del ritorno dell’epidemia sul nostro comparto: sono altri i fattori che hanno purtroppo causato una nuova emergenza”. MERCOLEDÌ LA PROTESTA Ma la scelta del governo è ricaduta proprio sulla chiusura anticipata degli esercizi di ristorazione, che resterà in vigore almeno fino al 24 novembre insieme alla chiusura totale di piscine, palestre, cinema e teatri. Per queste ragioni la Federazione dei Pubblici Esercizi ha organizzato una manifestazione di protesta che si terrà in 21 piazze italiane mercoledì 28 ottobre. Contenuto a cura di Financialounge.com

  • Conte ora rischia la figuraccia I “ristori” sono già in alto mare
    by Michele Di Lollo on Ottobre 26, 2020 at 7:58 pm

    Michele Di Lollo Il governo varerà probabilmente domani il nuovo decreto legge. Verranno erogati contributi a fondo perduto alle imprese danneggiate dall’ultimo Dpcm Nelle prossime ore il governo varerà il cosiddetto decreto Ristoro. Quel documento che spiegherà, nero su bianco, quali saranno le misure a sostegno delle imprese azzoppate da questo semi lockdown. Sono oltre 325mila. Hanno un fatturato inferiore a 5 milioni di euro. E riceveranno (si spera presto) il nuovo contributo a fondo perduto che l’esecutivo si appresta a mettere in campo. Si tratta di aziende che rientrano nei codici Ateco e hanno subito le restrizioni dell’ultimo Dpcm. Sono ristoranti, gelaterie, bar, pasticcerie, catering, centri termali, attività legate a feste e cerimonie, attività sportive e stabilimenti termali. È quanto si evince da una tabella che l’Agi ha potuto visionare. Della platea complessiva di 325.690 soggetti, 91.625 sono i nuovi beneficiari che si aggiungono alle 234.065 imprese delle stesse categorie che hanno già ricevuto il ristoro previsto dal dl Rilancio. [[nodo 1898800]] Questo conto riguarda la platea stimata che non ha richiesto il contributo a fondo perduto erogato con il dl Rilancio e che potrebbe aver diritto al nuovo bonus. Platea che è stata calcolata confrontando, per codice Ateco e fascia di ricavi/compensi, i soggetti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi 2018 (ultima disponibile) o la dichiarazione Iva 2019 (ultima disponibile) con gli imprenditori che hanno richiesto il vecchio contributo a fondo perduto. Il governo sta valutando, però, di erogare i nuovi indennizzi anche alle imprese che hanno un fatturato superiore a 5 milioni di euro. Ed è proprio su questo punto che si ggiocherà la partita più dura per l’esecutivo. Con le nuove chiusure per l’emergenza coronavirus è cominciato, insomma, il calcolo dei possibili danni. Le prime stime arrivano da Unimpresa che parla di perdite per mezzo miliardo al giorno con un conto finale di 20 miliardi in un mese. Una cifra largamente superiore ai 5-6 miliardi ipotizzati in queste ore di cui 1,5 miliardi per indennizzi a fondo perduto. Cifre che, secondo Italpress, alla fine potrebbero risultare insufficienti. Solo per cassa integrazione, indennità straordinaria per gli stagionali del turismo, spettacolo e lavoratori dello sport (probabilmente seicento euro), nonché l’erogazione di una ulteriore mensilità del reddito di emergenza, servirebbero allo stato attuale non meno di 3-4 miliardi. A questi si dovrebbero aggiungere 1,5-2 miliardi per il fondo perduto considerando che si parla di un indennizzo medio di 2mila euro. Poi, qualche centinaio di milioni per il nuovo credito d’imposta dedicato agli affitti commerciali di ottobre. E per l’esenzione dal versamento della seconda rata dell’Imu, questa volta non più riservata ai soli albergatori o al settore del turismo ma estesa anche ai settori della ristorazione e dello sport. Poi ci sono cinque miliardi che serviranno ad allungare la cassa integrazione di dieci settimane. Nella legge finanziaria si aggiungeranno altre 8 settimane per un totale di 18. Tuttavia, uno spostamento di risorse verso gli indennizzi, rischia di accorciare la prima tranche di Cig d’emergenza da 10 a 6 settimane e arrivare così a fine dicembre. Tag:  ristoranti imprese

  • Come tuffarsi sulla pensione prima che la divori il Covid
    by Michele Di Lollo on Ottobre 26, 2020 at 4:44 pm

    Michele Di Lollo Il governo torna a parlare di riforma della pensione. A tenere banco c’è l’addio a Quota 100. Ecco i modi per lasciare il lavoro prima che sia troppo tardi Il governo, dopo circa un anno di stop, torna a parlare di pensione. Lo fa mentre studia la prossima legge di Bilancio. A tenere banco, l’uscita di scena, dopo tre anni di sperimentazione, dell’ormai famosa Quota 100. In tutto questo marasma entra, ed è bene parlarne, anche l’emergenza sanitaria da Covid. Lo Stato nell’elaborare la prossima manovra non potrà non occuparsi di questo dettaglio. E, quanto stiamo scrivendo, cerca di spiegare quanto si potrà fare per lasciare il lavoro prima che il coronavirus divori questa possibilità. Intanto, la tua pensione è sotto isolamento fiduciario. In quarantena. Già perché quanto i giallorossi decideranno nelle prossime settimane non potrà non confrontarsi con l’andamento economico tutt’altro che roseo. In programma, tuttavia, c’è la proroga di opzione donna e Ape sociale, ampliamento del contratto di espansione alle aziende con 500 dipendenti e conferma dell’accompagnamento all’uscita dei lavoratori per sette anni con l’isopensione. Non poca cosa. [[nodo 1898152]] La proroga di opzione donna, che diverrà accessibile a chi matura i requisiti di età e di 35 anni di contributi entro il 2020, ha questo scopo: garantire un ingresso alla pensione che consente alle lavoratrici di accedere non prima di 59 o 60 anni di età (rispettivamente per le dipendenti e le autonome). Nel cantiere c’è anche l’Ape sociale. Questo assegno ponte a carico dello Stato richiede almeno 63 anni e una dote di contributi non indifferente (30 o 36 anni, riducibili fino a 28). Questi sono i principali ingredienti che formano il “piatto” allo studio dell’esecutivo. Ma c’è da dire, come avevamo anticipato, che il 2021 rimane l’ultimo anno di sperimentazione di Quota 100. Durerà ancora per tutto il prossimo anno portando a termine la preventivata durata triennale. Il decreto del precedente governo, come spiega il Sole 24 Ore, prevede che chi matura i requisiti fino al 2021 potrà accedere anche in un secondo momento, sempre a condizione che rimangano i relativi fondi di copertura accantonati dalla legge di Bilancio per il 2019. [[nodo 1895703]] La riapertura dei lavori di riforma delle pensioni porterà i lavoratori a valutare le nuove e vecchie opportunità disponibili. Nessuna delle misure che saranno aperte, comunque, rivoluzionerà il sistema attuale. Due le strade maestre da seguire: la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata che fino al 2026 manterrà congelati i requisiti di accesso di 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini. E un anno in meno per le donne. A questo proposito è utile soffermarsi su un punto. Per coloro che aspirano alla pensione anticipata e che contano su una dote di almeno 37 o 38 anni di contributi va sempre considerato che il nuovo riscatto di laurea agevolato. Consente di guadagnare con un onere contenuto (poco più di 5mila euro per ogni anno riscattato) un sostanzioso avvicinamento alla libertà dal lavoro. Non bisogna però dimenticare che per chi è oggi vicino a pensione e ha studiato prima del 1996 questo “acceleratore” pensionistico sconta il prezzo tutt’altro che leggero di una totale conversione al metodo contributivo del proprio assegno pensionistico, con riduzioni che possono arrivare anche al 40%. Tag:  pensione quota 100

  • Il Fisco entra nella piadina: ecco cosa può succedere
    by Michele Di Lollo on Ottobre 26, 2020 at 4:35 pm

    Michele Di Lollo Un “furto” di Stato. Una multa da quasi 7mila euro che può costare caro a questi due commercianti di Rimini. Vendono piadine, ma per il fisco sono dei ladri Una storia che fa discutere arriva dalla Romagna. Una storia su cui lo Stato entra a gamba tesa. E a perdere la battaglia, rovinosamente, come spesso accade, sono dei poveri commercianti costretti a difendersi da un fisco terrorista. L’Agenzia delle entrate entra nella loro attività e denuncia che la piadina che producono non funziona. Non può esistere. Troppa farina per un prodotto sottile come quel pezzo di impasto che fa sognare gli amanti di questa delizia. Gli contestano addirittura il ripieno di questo panino. Sostenendo, in soldoni, che stanno rubando. Sono dei furbetti. A denunciare l’avviso ricevuto dal fisco sono i due proprietari di un food truck di San Celemente, in provincia di Rimini, lo scrive il Resto del Carlino. Raccontano di aver iniziato l’attività in Trentino diversi anni fa venendo però dalla Romagna. Le loro parole rendono a pieno lo sconcerto a cui si sono trovati di fronte: “Per lo Stato non la raccontiamo giusta. Non credono che vendiamo anche piadine vuote. Quelle piadine devono essere per forza farcite”. Gli chiedono di pagare una multa da 6.500 euro, entro una settimana, cioè il 30 ottobre che però, puntualizzano, non pagheranno. “In quest’anno difficile significherebbe chiudere i battenti per qualcosa che ci viene contestato, ma che non abbiamo fatto”. Un furto di Stato. Per i due proprietari della piadineria su ruote, infatti, è normale durante l’attività vendere anche piadine vuote che preparano loro, senza usare nulla di già pronto. “Per loro non è possibile che abbiamo venduto piadine vuote perché antieconomico. Per noi invece è un piccolo aiuto in più quando il turista o il cliente ci chiede un pacco di piadine prima di andarsene. È ovvio che una vuota costa poco, ma è sempre meglio che niente”. Ma non è tutto. Andiamo avanti. I due spiegano di aver impiegato anni e soldi per poter portare avanti la piccola attività, dovendo quindi decidere di lasciare la residenza in Trentino, optando per una più centrale Toscana, per poi fare ritorno al paese d’origine. Ma di fatto girando l’Italia, sulla strada, in lungo e in largo. L’Agenzia delle entrate non è contenta del loro lavoro. Non li convince. Qualcosa non quadra per un burocrate da scrivania. Troppo strano voler svendere un prodotto a costo quasi zero. I tecnici, questi signori che non hanno mai dovuto vendere neppure una spilla, non contestano però solo la farcitura delle piadine. Ma anche la quantità di farina utilizzata. “Secondo loro una piadina deve pesare 80 grammi, non di più. Facendo i conti su quanta farina e lievito utilizziamo ci dicono che ne abbiamo prodotte più di quanto dichiariamo. Ma un panino da 80 grammi il cliente non me la mangia, anzi ce la tira addosso. Ne servono almeno 120”. I due dichiarano che per fortuna i conti sono in ordine. “In tanti anni mai avuto una sanzione, uno scontrino non emesso e così via”. Tutto questo fino ad oggi. Fino a quando le Entrate non hanno deciso di improvvisarsi commercianti. Con scarsi risultati. Tag:  commercianti fisco

  • Cambiano le buste paga: chi ci guadagna (e chi no)
    by Federico Giuliani on Ottobre 26, 2020 at 4:13 pm

    Federico Giuliani Altro che aiuti sostanziali in busta paga: chi riceverà il nuovo bonus derivante dal taglio del cuneo fiscale dovrà accontentarsi delle briciole Il taglio del cuneo fiscale, previsto dalla manovra 2021, dovrebbe puntare a garantire ai lavoratori dipendenti del settore privato una boccata d’ossigeno e un conseguente incremento delle loro buste paga a partire dal prossimo anno. Abbiamo usato il condizionale perché le proiezioni fotografano una situazione completamente diversa rispetto allo scenario roseo immaginato dal governo. Altro che aiuti sostanziali: chi riceverà il nuovo bonus derivante dal provvedimento a cui sta ragionando l’esecutivo dovrà accontentarsi soltanto delle briciole (come già accaaduto in passato). Gli effetti del taglio del cuneo fiscale Certo, siamo ancora in attesa di leggere il testo definitivo del disegno di legge ma i primi calcoli non lasciano presagire niente di buono. Al momento sappiamo che la misura in questione, come hanno dichiarato i ministri dell’Economia, Roberto Gualtieri, e del Lavoro, Nunzia Catalfo, sarà finanziata in modo strutturale sotto forma di credito di imposta. Calcolatrice alla mano, con il taglio del cuneo a regime, le buste paga dei lavoratori si gonfieranno (si fa per dire) di una percentuale compresa tra l’1% e il 4,7%. A questo proposito è utile leggere le proiezioni effettuate dal Sole 24 Ore per aver più chiara la situazione. Ricordiamo che i beneficiari del provvedimento sono, tra gli altri, i soggetti che percepiscono redditi di lavoro dipendente o assimilati a quelli di lavoro dipendente e quelli che incassano compensi percepiti da lavoratori soci di cooperative. Sono esclusi i titolari di redditi professionali e i redditi prodotti da titolari di partita Iva in forma autonoma o di impresa. Attività manifetturiera Per quanto riguarda l’attività manifatturiera, coloro che rientrano nella categoria dei dirigenti e dei quadri non riceveranno un euro. Un pugno di mosche, invece, spetterà agli apprendisti con una retribuzione lorda di 13.568 euro all’anno (con contributi), i quali potranno contare su un bonus annuale pari a 240 euro. Ovvero: 20 euro in più al mese per un incremento della busta paga pari all’1,9%. Stesso discorso per gli operai con un reddito annuo di 22.074 euro: 240 euro all’anno per 20 euro al mese. In questo caso l’aumento percentuale sul reddito è addirittura dell’1,4%. Va leggermente meglio agli impiegati (retribuzione annua: 33.830 euro), visto che incasseranno 1.107 euro extra per un totale di 92 euro al mese in più. Settore edile ed estrazione di minerali Nelle costruzioni gli stipendi di dirigenti e quadri, proprio come nel manifatturiero, non subiranno variazioni. Per tutti gli altri lavoratori, quindi apprendisti (retribuzione lorda: 11.889 euro), impiegati (24.521) e operai (16.430), scatterà un bonus annuale di 240 euro. Stiamo parlando di 20 euro al mese, per un incremento percentuale delle buste paga rispettivamente pari al 2,1%, 1,3% e 1,7%. Nel settore dell’estrazione di minerali abbiamo una situazione diversa. Nessuna variazione per dirigenti e quadri; aumento di 20 euro al mese per apprendisti (retribuzione lorda annua: 17.606 euro) e operai (26.498). Va meglio agli impiegati (40.013), che si porteranno a casa 704 euro annui, per un totale di 59 euro in più al mese e un incremento in busta paga del 2,6%. Fornitura acqua ed energia elettrica Proseguiamo con le ultime due categorie. Sia nella fornitura di acqua che in quella di energia elettrica non saranno previsti bonus per quadri e dirigenti. Nel primo settore abbiamo 20 euro al mese per apprendisti (reddito annuo: 14.395 euro) e operai (25.321) e 93 euro per gli impiegati (33.419), con questi ultimi che usufruiranno di un +4,8% in busta paga. Nella fornitura di energia elettrica l’impennata più grande (3,9%) spetterà agli operai (stipendio: 37.411), con 83 euro al mese per un totale di 995 euro all’anno. Gli apprendisti (20.937) incasseranno i soliti 20 euro al mese (aumento reddito pari all’1,4%) mentre gli impiegati 18 euro al mese (216 all’anno) per un incremento dello 0,8%. Tag:  cuneo fiscale buste paga lavoratori

  • Tributi e lavoro autonomo: Italia alla sbarra a Strasburgo
    by Carlo Lottieri on Ottobre 26, 2020 at 4:00 pm

    Carlo Lottieri Nei giorni scorsi l’iniziativa di Giorgio Fidenato contro il sostituto d’imposta, l’obbligo per le imprese di trattenere imposte dirette e contributi previdenziali e consegnarle allo Stato, ha conosciuto un’altra battuta d’arresto Nei giorni scorsi l’iniziativa di Giorgio Fidenato contro il sostituto d’imposta, l’obbligo per le imprese di trattenere imposte dirette e contributi previdenziali e consegnarle allo Stato, ha conosciuto un’altra battuta d’arresto. Da anni l’imprenditore friulano è impegnato ad affermare il principio dell’eguaglianza di fronte alla legge, chiedendo che i lavoratori dipendenti abbiano lo stesso status di quelli autonomi. In particolare, Fidenato e i suoi avvocati hanno avviato iniziative legali per far sì che le imprese non siano più costrette ad operare quali agenti del sistema tributario, contro il dettato della Costituzione che vieta ogni corvée e l’imposizione di qualsiasi altra forma di prestazione lavorativa senza corrispettivo. A distanza di cinque anni dal rigetto del ricorso da parte della Corte d’appello di Trieste, ora un’ordinanza della Corte suprema di Cassazione ha confermato quella decisione, ma le cose non finiscono qui. Fidenato, infatti, ha già annunciato l’intenzione di portare la questione alla Corte europea dei diritti dell’uomo. La speranza è che questo tribunale riconosca l’inciviltà di un ordinamento che, nei fatti, nega perfino i principi affermati dalla Costituzione. Se Fidenato non si ferma è perché la posta in gioco è alta. In sostanza, mentre ogni lavoratore autonomo versa allo Stato quanto deve, i lavoratori dipendenti non vedono i propri redditi reali, poiché le imprese consegnano loro soltanto il netto e danno allo Stato imposte e contributi. In tal modo non solo abbiamo un aggravio di lavoro per le aziende, ma soprattutto l’apparato pubblico riesce ad occultare dinanzi ad impiegati e operai l’entità del suo costo. E se i sistemi rappresentativi si reggono sul principio «conoscere per deliberare», questo prelievo occulto è pure un vulnus alla democrazia. Tutti sanno che saremmo in un’Italia ben diversa se ogni lavoratore ricevesse per intero lo stipendio e poi dovesse versare all’erario molte migliaia di euro all’anno; esattamente come fanno negozianti o artigiani. Questa battaglia per porre tutti sullo stesso livello era stata avviata due decenni fa dai radicali, che raccolsero le firme per un referendum che fu bocciato dalla Consulta. Nei giorni scorsi, a richiamare l’importanza di accantonare il sostituto d’imposta, è stato Carlo Bonomi, presidente di Confindustria. Questo ci dice che i tempi sembrano maturi. Speriamo solo che ci sia un giudice a Strasburgo. Tag:  tributi Unione europea (Ue)

Corriere.it – Economia Corriere della sera online

Sky News Sky News

  • Le eccellenze italiane nell’economia aerospaziale
    on Ottobre 27, 2020 at 5:35 am

    L’economia spaziale una grande opportunità per la tecnologia italiana e per i giovani. Sono le parole, in una intervista a Sky Tg24 di Massimo Comparini, a.d. Thales Alenia Aerospace. Guarda il nostro video.

  • Bonus affitto 2020, l’Agenzia delle Entrate:”Va verificato mese per mese”
    on Ottobre 27, 2020 at 5:35 am

    Per usufruire dell’agevolazione il calo del fatturaro e dei corrispettivi può essere verificato mese per mese, con la conseguenza che può essere operativa anche per una sola delle mensilità prese in considerazione. LA FOTOGALLERY

  • Covid e mercato dell’energia, gli impatti dell’emergenza sanitaria e i possibili mutamenti
    on Ottobre 27, 2020 at 5:35 am

    Il lockdown ha prodotto un calo dei consumi rilevante in particolare sul mercato business e un aumento del tasso di morosità. Le difficoltà hanno comunque accelerato la transizione energetica già in atto che potrebbe dare al consumatore finale un ruolo da protagonista. Di conseguenza gli operatori hanno già iniziato a modificare i loro modelli di business (Contenuto creato in collaborazione con ACEA)

  • Aumento pensione di invalidità e inabilità, cosa fare per riceverlo. FOTO
    on Ottobre 27, 2020 at 5:35 am

    Ai soggetti invalidi al 100% titolari di prestazioni di invalidità civile e in possesso dei requisiti di legge, l’adeguamento sarà riconosciuto in automatico, con decorrenza dal 20 luglio 2020, senza la necessità di presentare richiesta. Quest’ultima deve essere invece inoltrata dai titolari di pensione di inabilità in base alla legge 222/1984. LA FOTOGALLERY

  • Istat: l’economia sommersa in Italia ammonta a 192 miliardi, oltre l’11% del Pil
    on Ottobre 27, 2020 at 5:35 am

    L’ultimo rapporto dell’Istituto di statistica si riferisce all’anno 2018 ed evidenzia un calo di 3 miliardi dall’anno precedente. Gran parte del sommerso si riscontra nei servizi alle persone e alle aziende e nel commercio. L’economia illegale incide invece per l’1,1%. In calo il lavoro irregolare