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Italia – Linkiesta.it News Linkiesta.it

  • Identità di genere e tutela dei disabili, arriva la legge Zan contro le discriminazioni sessuali
    by Francesco Lepore on Ottobre 27, 2020 at 5:00 am

    Il provvedimento contro l’omotransfobia si allarga e comprenderà tutte le fasce vulnerabili. Nonostante la feroce ostruzione di Salvini e Meloni, insieme ai gruppi pro life, con ogni probabilità la sua approvazione è vicina L’articolo Identità di genere e tutela dei disabili, arriva la legge Zan contro le discriminazioni sessuali proviene da Linkiesta.it.

  • Le primarie non sono la cura all’incapacità di decidere
    by Mario Rodriguez on Ottobre 27, 2020 at 5:00 am

    Con l’autocandidatura di Carlo Calenda a sindaco, alcuni esponenti del Partito Democratico sentono la necessità di tornare a selezionare il personale politico attraverso un maggiore coinvolgimento degli elettori. Ma l’impressione, aggravata dall’emergenza in corso, è che si tratti di una scelta strumentale per delegittimare l’ascesa in Campidoglio del leader di Azione L’articolo Le primarie non sono la cura all’incapacità di decidere proviene da Linkiesta.it.

  • Commissione di inchiesta Covid in Lombardia, il diario di un consigliere regionale
    by Michele Usuelli on Ottobre 26, 2020 at 12:08 pm

    Oggi iniziano i lavori degli eletti lombardi incaricati investigare sulla gestione della pandemia nella regione più colpita dal virus. Michele Usuelli, da membro interno, anticipa i temi di cui si tratterà di volta in volta, ponendo le domande fondamentali a cui ancora bisogna trovare risposta L’articolo Commissione di inchiesta Covid in Lombardia, il diario di un consigliere regionale proviene da Linkiesta.it.

  • Al via il Fondo StudioSì: prestiti per 50 milioni a tasso zero per promuovere lo studio universitario al Sud
    by Linkiesta on Ottobre 26, 2020 at 12:07 pm

    L’offerta di Intesa Sanpaolo e del partner finanziario Banca Europea per gli Investimenti è rivolta ai laureati che risiedono o studiano nel Mezzogiorno. L’importo può arrivare a un massimo di 50.000 euro e può essere restituito in massimo 20 anni L’articolo Al via il Fondo StudioSì: prestiti per 50 milioni a tasso zero per promuovere lo studio universitario al Sud proviene da Linkiesta.it.

  • La richiesta delle Regioni: niente tamponi agli asintomatici
    by Linkiesta on Ottobre 26, 2020 at 6:47 am

    I governatori scrivono al ministro Speranza: la proposta è quella di fare il test a chi non ha sintomi solo dopo dieci giorni di isolamento, con una app per sorvegliare i pazienti a distanza e senza telefonate L’articolo La richiesta delle Regioni: niente tamponi agli asintomatici proviene da Linkiesta.it.

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  • Covid, Iss: marcata riduzione casi severi e morti rispetto inizio pandemia 
    by Tgcom24 on Ottobre 27, 2020 at 2:35 pm
  • Bimba morta dopo intervento a Roma, condannati anestesisti
    by Tgcom24 on Ottobre 27, 2020 at 2:29 pm

    La pena è sospesa in quanto subordinata al pagamento di una provvisionale di 550mila euro da destinare ai tre familiari che si sono costituiti parte civile nel procedimento.   Il giudice Roberto Rizzi ha assolto, con la formula “perché il fatto non sussiste”, il chirurgo, un suo collaboratore e la direttrice sanitaria della struttura all’epoca dei fatti.   Secondo l’accusa i due anestesisti si sono allontanati dalla sala operatoria dopo avere somministrato l’anestesia alla bambina. “E’ una decisione che non rispetta in alcun modo quanto emerso nel dibattimento. Leggeremo le motivazioni e faremo appello per ristabilire la verità dei fatti”, ha commentato l’avvocato Francesco Compagna, difensore di uno dei due condannati.

  • Pescara, sei suore di clausura positive al coronavirus
    by Tgcom24 on Ottobre 27, 2020 at 2:25 pm

    Nel monastero sono state messe in atto tutte le procedure di sicurezza previste dai protocolli. Si è interessata della vicenda anche la Diocesi di Pescara, che si è messa a disposizione della struttura per eventuali necessità.

  • Coronavirus, a Palermo un’infermiera stremata dorme sul volante dell’ambulanza
    by Tgcom24 on Ottobre 27, 2020 at 2:08 pm

    La foto – La foto è stata postata da un collega dell’infermiera su Facebook. “Sto pensando a ciò che ho vissuto assieme alla mia équipe, vestiti per otto ore di fila con un sospetto in ambulanza poi positivo. Otto ore interminabili e ancora non è finita”, ha scritto il soccorritore. L’intervento, infatti, è cominciato alle 10 del mattino e si è concluso solo alle 18, quando si è avuto l’esito del tampone molecolare risultato positivo.   La situazione – Nelle tende attrezzate del pre triage fuori dall’ospedale ci sono malati positivi che aspettano di essere visitati e poi trasferiti nei reparti Covid. Nel frattempo, il personale sanitario con il malato a bordo resta in ambulanza, con l’equipaggio che non può muoversi e il paziente preso in carico che attende il suo turno.

  • Covid, negativo il tampone di Gualtieri: il ministro era in isolamento
    by Tgcom24 on Ottobre 27, 2020 at 1:30 pm

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Il Sole 24 ORE – Commenti Il Sole 24 ORE – Commenti

  • “Vorrei vedervi cadere come mosche”: Scanzi choc in difesa di Conte
    by Gabriele Laganà on Ottobre 27, 2020 at 2:14 pm

    Gabriele Laganà Lo scrittore, riprendendo le parole di una certa Lorena Verucchi, ha attaccato chi critica le misure di contenimento dell’epidemia contenute nel Dpcm Si può augurare la morte a chi la pensa diversamente sul coronavirus? La risposta ovvia sarebbe “no”. Eppure in Italia c’è qualcuno che osa farlo, non in privato bensì sui social. Lo scrittore, autore e giornalista Andrea Scanzi, citando tale Lorena Verucchi, ha pubblicato questa mattina un post molto pesante che parte dal tema della emergenza sanitaria e si allarga fino ad abbracciare questioni sociali ed economiche più vaste. “Fossi in Conte, adotterei le stesse misure anticovid della Svezia e farei selezione negli ospedali come la Svizzera. Poi, mi preparerei 20 kg di popcorn e 10 casse di birra e mi godrei lo spettacolo di vedervi morire come mosche”. In pratica, vorrebbe godersi uno spettacolo come se stesse seduto al cinema. Solo che il coronavirus è una faccenda terribilmente reale. Frasi simili fanno sempre un certo effetto. Ancor di più se a scriverle, o quantomeno a condividerle, è colui che ad inizio della pandemia, quando il coronavirus era sulla bocca di pochi, parlava di banalissima influenza e dava appellativi sprezzanti a chiunque non la pensasse allo stesso modo. Nel post Scanzi ammette che quelle pubblicate sono parole forti “ma sentirvi lagnare per ogni cazzo di cosa che vi si dice è alienante. “Dittatura sanitaria”, “Conte come il DVCE” e altre vaccate così (pronunciate, spesso, proprio da fascistoidi) fanno ridere, se non ci fosse da piangere”. Ma non è tutto. Lo scrittore attacca ancora: “Avete rotto i coglioni con gli autobus pieni zeppi e, ora che vogliono reintrodurre una d.a.d. più forte (per ridurre assembramenti dentro le scuole e nei mezzi pubblici) rompete ancora la fava perché “i vostri figli sono in prigione”. Nel post di Scanzi, poi, vi è un attacco verso tutti quelli che, con le loro azioni, sono responsabili delle difficoltà economiche di alcuni settori: “I teatri sono in crisi da 20 anni perché nessuno ci andava (preferivate stare a casa a guardare la D’Urso) e ora che li hanno chiusi, sembrate tutti Dario Fo. Scaricavate film pirata da internet e, per questo, i cinema chiudevano. Ma ora siete tutti Fellini. Comprate di tutto su Amazon, ma ora vi stanno a cuore i negozietti di quartiere e i poveri artigiani. La verità è che siete ipocriti. Disfattisti. Ignoranti come bestie”. “Vi meritate- ha aggiunto riferendosi a Matteo Salvini- il dj del papeete a capo della vostra mediocrità”. “Fossi in Conte, adotterei le stesse misure anticovid della Svezia e farei selezione negli ospedali come la Svizzera…. Pubblicato da Andrea Scanzi su Martedì 27 ottobre 2020 Ma nel messaggio ce ne è anche per coloro che criticano le misure restrittive per contenere il Covid-19. “Il virus, dopo le 18, non è più contagioso? La mascherina è dannosa perché ti fa respirare la tua co2 e ti rincoglionisce, vogliono far fallire l’Italia ecc… No, mi dispiace deludervi. La mascherina non c’entra. Eravate rincoglioniti anche prima”. Per non parlare di chi sta protestando in tutta Italia perché, senza lavoro, ha difficoltà ad arrivare a fine mese. Perché un pensiero lo Scanzi che ha ripreso la Verucchi lo ha anche per loro: “Capisco che essere una partita Iva, di questi tempi, sia la cosa peggiore che possa esserci. Ma è una pandemia. Tutto il mondo è in questa situazione. Addirittura molto peggio. Cosa era meglio? Tenere il negozio aperto e avere tutti i clienti morti?”. Lo scrittore, però, attacca ma non dice come queste persone possono campare senza soldi. Del resto è sempre facile parlare. “Comunque vi invidio- è l’ultimo pensiero presente nel post-. Vorrei essere anche io come voi e urlare “non ce n’è coviddi!” e avere sempre la verità in tasca, dall’alto della mia cultura maturata presso l’università della vita. Ne usciremo migliori. Manco per il cazzo”. E se lo dice Scanzi… Tag:  dpcm Speciale:  Coronavirus focus Persone:  Andrea Scanzi

  • Il bluff di chi vuole bloccarci: “Virus? Nessuna competenza”
    by Alessandro Ferro on Ottobre 27, 2020 at 2:07 pm

    Alessandro Ferro Cento tra fisici, matematici e accademici hanno inviato una lettera al governo e a Mattarella chiedendo misure ancora più restrittive. “Ma non hanno le competenze necessarie per farlo”, ci ha detto Massimo Clementi, virologo del San Raffaele “Ad ognuno il suo mestiere”, è una celebre frase che fa parte di citazioni ed aforismi. Ma nel mondo 2.0 in cui tutti sanno tutto di tutto e parlano di tutto, il detto può andare tranquillamente in pensione. La missiva che cento firmatari hanno inviato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed al presidente del Consiglio Giuseppe Conte con la richiesta di “provvedimenti drastici nei prossimi due o tre giorni” circa la fase epidemiologica che sta vivendo il Paese ha una specie di vizio di forma: non c’è nemmeno l’ombra di chi si occupa di medicina o virus. Ecco chi sono i firmatari Cominciamo con colui che ha lanciato l’appello: il presidente dell’Accademia dei Lincei Giorgio Parisi, considerato tra i fisici più autorevoli al mondo e primo firmatario della missiva. Il professore, ordinario di fisica teorica alla Sapienza di Roma, tramite il blog dell’Huffingntonpost, ha scritto che se le misure di contenimento non saranno drastiche, il rischio è di avere “oltre 500 morti al giorno nel mese di novembre”. [[nodo 1898385]] Tra gli altri firmatari, figura il rettore dell’Università Normale di Pisa Luigi Ambrosio, professore ordinario di matematica. I suoi principali interessi di ricerca riguardano il calcolo delle variazioni, la teoria geometrica della misura, la teoria del trasporto ottimale e le loro applicazioni alle equazioni alle derivate parziali. Da un prof ad un altro, ecco anche Gianfranco Viesti, professore ordinario di economia applicata dell’Università di Bari, specializzato in economia applicata e politiche economiche europee. Ecco un geologo ed un docente di Costituzionale. Tra matematici ed economi, non poteva mancare anche un geologo e presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Carlo Doglioni, i cui studi riguardano, ovviamente, principalmente terremoti e tutto quanto abbia a che fare con la geologia; poi c’è Alfio Quarteroni, professore di analisi numerica al Politecnico di Milano: i suoi interessi di ricerca riguardano la modellistica matematica, l’analisi numerica, il calcolo scientifico e l’applicazione alla meccanica dei fluidi, geofisica, medicina e miglioramento delle prestazioni sportive. Nell’elenco c’è anche Enzo Marinari, professore ordinario di fisica teorica alla Sapienza di Roma e, sempre della Sapienza, c’è anche un altro docente, questa volta di diritto costituzionale: si tratta della professoressa Roberta Calvano, esperta di tematiche sul diritto costituzionale italiano e le implicazioni con il processo di integrazione europea. C’è anche un’astronoma. Nell’eterogeneità delle firme c’è anche Pierangelo Marcati, professore ordinario presso il Gran Sasso Science Institute, di cui è prorettore vicario e direttore scientifico dell’Area matematica e Alessandra Celletti, astronoma italiana e direttrice del dipartimento di matematica dell’Università Tor Vergata di Roma, il cui campo di ricerca è la meccanica celeste. Concludiamo la breve carrellata di scienziati con Fernando Ferroni, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Che attinenza hanno con il virus? Le eccellenze che abbiamo elencato sono soltanto una parte dei 100 firmatari, di cui fanno parte decine di accademici di vario genere e titolo. Dopo aver analizzato i campi di studio, di lavoro e le loro carriere, una domanda potrebbe sorgere spontanea: come mai dei professionisti che si occupano, normalmente, di altre materie hanno firmato una petizione che riguarda quali debbano essere le misure per contenere l’avanzata del Covid-19 nel nostro Paese? Alla domanda ha risposto, in esclusiva per ilGiornale.it, chi si occupa quotidianamente di virus e, da alcuni mesi, soprattutto del nuovo Coronavirus. “Qui si parla di altro…” “Come cittadini, tutti hanno diritto di dire quello che pensano su qualsiasi cosa, viviamo in uno stato democratico dove c’è libertà di opinione ed interessarsi di temi importanti che coinvolgono la salute di tutti è legittimo – ci ha detto Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano – Però, che siano fisici, matematici, geologi o ricercatori di grandissimo livello scientifico a richiedere il lockdown, mi consenta, lo trovo oggettivamente un po’ singolare”. Il professor Clementi sottolinea come l’argomento in questione riguardi qualcosa di specifico, “parliamo di un’infezione virale”: il dibattito è già molto acceso tra gli stessi addetti ai lavori che la pensano diversamente praticamente su tutto, dalle misure da adottare fino ad arrivare a questioni squisitamente virali e mediche che, da mesi, inondano le pagine dei giornali e canalizzano l’attenzione televisiva. “C’è già discussione tra vari virologi ed infettivologi, se ci si mettono anche fisici, matematici e chimici… Massimo rispetto, ma è come se io parlassi di cricket”. Gli errori dei modelli matematici. “Si parte da tre assunti e si arriva ad una cerca conclusione. Se il modello, però, fa degli errori di base è sbagliato tutto il modello”, dice Clementi, che riporta l’esempio del professor Donato Greco, creatore del laboratorio di epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità, il quale gli ha riferito che “tutti i modelli matematici, in medicina, sbagliano. I fisici considerano la medicina come se fossero palline di vetro che devono andare in certe direzioni. Il malato, invece, è individualmente diverso l’uno dall’altro, non segue regole fisiche”. Lockdown, sì o no? Come ben sappiamo, su un tema caldo e delicato come il lockdown ci sono opinioni diverse sia per quanto riguarda la capacità di fermare un’epidemia (molti dicono che la rallenti e basta) sia per la durata nel lungo periodo. “Non si può continuare in eterno e quando si smette è peggio se non interviene qualche evento speciale come può essere un vaccino. Ma cosa ci aspetta dopo non lo sappiamo”, incalza Clementi, “Anche la scelta che loro rivendicano (i firmatari, ndr), secondo molti, è sbagliata: lo stesso consulente del ministro Speranza, il professor Ricciardi, ha detto che questo Dpcm non basta, ci vorranno dei lockdown chirurgici, fatti su specifici settori. Anche lui non vuole un lockdown generalizzato”. “Perché ristoranti, teatri e cinema sono chiusi?” “Ma quante persone si infettano al cinema? Lo sappiamo? No, li chiudiamo senza sapere che magari non si infetta nessuno se viene gestito bene”, ci dice il prof. Clementi. “Anche per i ristoranti, abbiamo fatto la valutazione di quanta gente si sia infettata? Se già la capienza era stata ridotta, perché chiuderli? Non ci sono dati”. Ecco il contenuto della lettera Pubblichiamo il testo della missiva arrivata al presidente della Repubblica Mattarella ed al presidente del Consiglio Conte dai cento firmatari. “Come scienziati, ricercatori, professori universitari riteniamo doveroso ed urgente esprimere la nostra più viva preoccupazione in merito alla fase attuale di diffusione della pandemia da COVID-19 e riteniamo utile segnalare all’attenzione delle Istituzioni, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Governo, nella persona del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, le stime riportate nell’articolo del Presidente dell’Accademia dei lincei, professor Giorgio Parisi. Ci sentiamo di dare piena adesione alla richiesta contenuta nell’articolo di assumere provvedimenti stringenti e drastici nei prossimi due o tre giorni, onde evitare che, secondo le stime riportate nell’articolo, i numeri del contagio in Italia arrivino inevitabilmente, in assenza di misure correttive efficaci, nelle prossime tre settimane, a produrre alcune centinaia di decessi al giorno. Il necessario contemperamento delle esigenze dell’economia e della tutela dei posti di lavoro con quelle del contenimento della diffusione del contagio deve ora lasciar spazio alla pressante esigenza di salvaguardare il diritto alla salute individuale e collettiva sancito nell’art. 32 della Carta costituzionale come inviolabile. La salvaguardia dei posti di lavoro, delle attività imprenditoriali e industriali, esercizi commerciali, e le altre attività verrebbero del resto ad essere anch’esse inevitabilmente pregiudicate all’esito di un dilagare fuori controllo della pandemia che si protraesse per molti mesi. Prendere misure efficaci adesso serve proprio per salvare l’economia e i posti di lavoro. Più tempo si aspetta, più le misure che si prenderanno dovranno essere più dure, durare più a lungo, producendo quindi un impatto economico maggiore. È per questo che il contagio va fermato ora, con misure adeguate, ed è per questo che chiediamo di intervenire ora in modo adeguato, nel rispetto delle garanzie costituzionali, ma nella piena salvaguardia della salute dei cittadini, che va di pari passo ed è anch’essa necessaria e funzionale al benessere economico”.​​ Tag:  lockdown Speciale:  Coronavirus focus

  • Guerra tra virologi, Zangrillo contro Galli: “Mi accusa sempre, mi denunci”
    by Fabio Franchini on Ottobre 27, 2020 at 2:01 pm

    Fabio Franchini Il prorettore dell’Università San Raffaele replica agli attacchi del direttore del dipartimento Malattie infettive del Sacco: “Questo accusare senza mai fare chiaramente il nome è forse figlio della sua antica militanza sessantottina di cui si fa vanto” Ancora scintille all’interno della comunità scientifica, ancora scintille tra virologi. L’ultimo scontro tra professori è arrivato questa mattina durante la messa in onda de L’aria che tira su La7. In studio il co-conduttore “d’emergenza” David Parenzo, in collegamento da casa Myrta Merlino (per la positività al Covid di un autore del programma) e in collegamento dall’ospedale Alberto Zangrillo. Il primario dell’unità di Anestesia e rianimazione generale del San Raffaele, dopo aver commentato l’ultimo Dpcm varato dal governo Conte – “Di solito non commento l’azione del legislatore, ma ritengo apprezzabile la gradualità dell’intervento che consente a tutti, in primis al Comitato tecnico scientifico e a chi deve decidere, di prendere provvedimenti coerenti e proporzionate alla realtà che stiamo osservando” – si è tolto qualche sassolino dalle scarpe. [[nodo 1897424]] Tutto nasce da una domanda di Myrta Merlino, che ha chiesto un parere al prorettore dell’Università San Raffaele circa le parole del collega Massimo Galli sulla seconda ondata (il direttore del dipartimento di Malattie infettive del Sacco di Milano ha infatti parlato di “folle estate del liberi tutti”) e sulla divisione degli esperti – come Ricciardi, Brusaferro e lo stesso Galli da un lato e Bassetti, Palù e proprio Zangrillo dall’altro –in “allarmisti” e “tranquillizzatori”. Ecco, queste le parole di Zangrillo: “Mi dispiace questa divisione, ma se proprio vogliamo banalizzare mi viene da dire che ci dividiamo in pessimisti e ottimisti; questi ultimi, secondo me, hanno un contatto più diretto con la realtà clinica. L’importante è affrontare la pandemia con tranquillità, organizzazione e responsabilità. E credo che tutti noi stiamo facendo del nostro meglio cooperando con le regioni di riferimento per mantenere la situazione sotto controllo”. Dunque, l’affondo nei confronti di Galli: “Per quanto riguarda la mia persona, voglio fugare ogni dubbio: a me dispiace che il prefessor Galli trovi sempre il tempo per accusarmi velatamente e non. Io questo tempo non ce l’ho e ho sempre cercato di essere sempre molto rispettoso, però gli do un consiglio: questo accusare senza mai fare chiaramente il nome è forse figlio della sua antica militanza sessantottina di cui si fa vanto; allora il nemico veniva additato senza nominarlo. Lui ha un modo molto semplice per risolvere il suo problema ed è quello di presentare una denuncia alla procura della Repubblica contro il professor Alberto Zangrillo. Io non l’ho mai nominato né accusato. Chiudiamola qua e parliamo di cose serie…”. Persone:  Alberto Zangrillo Massimo Galli

  • Se sono positivo posso contagiare? Ecco cosa c’è di vero
    by Federico Garau on Ottobre 27, 2020 at 1:57 pm

    Federico Garau Toni allarmistici sulla crescita del numero dei positivi, ma coloro che hanno carica virale bassa risultano avere una “capacità infettiva probabilmente nulla”. Lo studio dell’Istituto Mario Negri Con l’aumento dei contagi da Covid-19, i toni si fanno sempre più allarmistici ed il governo è arrivato a varare una sorta di semi-lockdown con lo scopo dichiarato di non peggiorare ulteriormente la situazione sanitaria del Paese. Spesso, è necessario ricordarlo, coloro che risultano affetti dal virus sono paucisintomatici, se non addirittura asintomatici, ma il timore generale è che i positivi possano in ogni caso infettare le persone con cui vengono in contatto. A questo interrogativo sembra aver risposto un recente studio dell’Istituto Mario Negri di Milano. Regione Lombardia, Brembo Spa e Milano Serravalle – Tangenziali Spa hanno unito le forze per condurre un’indagine, riportata da “Il Corriere della Sera”, che ha confermato quanto già sostenuto da alcuni esperti: non tutti i contagiati trasmettono il patogeno. A dimostrarlo l’esito dell’esame sierologico eseguito su 423 volontari, che hanno accettato di sottoporsi al test rapido della società svizzera Prima Lab. Nel gruppo 23 soggetti sono risultati positivi al Coronavirus (come poi confermato anche dal tampone naso-faringeo), ma la carica virale in loro riscontrata era così bassa che i medici non hanno avuto dubbi: queste persone non potevano essere contagiose. “L’analisi evidenzia una bassissima carica virale che fa pensare a una capacità infettiva probabilmente nulla. I dati suggeriscono che qualificare l’entità della carica virale, piuttosto che riportare solo una positività di per sé, è importante per ottimizzare i criteri di dimissione dei soggetti infetti”, ha spiegato al “Corriere” la dottoressa Susanna Tomasoni, direttore del laboratorio di Terapia genica e riprogrammazione cellulare. Soddisfazione da parte di Ariela Benigni, segretario scientifico e coordinatore delle ricerche del medesimo istituto, che parla dell’esito dello studio come di un prezioso risultato “per liberare dalla quarantena soggetti con carica virale bassa”. I positivi, come da prassi, finiscono in quarantena, ma se si riuscisse a dimostrare che coloro che hanno carica virale bassa non sono contagiosi, questi ultimi potrebbero continuare a condurre la loro vita in modo normale e senza essere costretti a restare chiusi in casa per giorni. Il prezioso lavoro condotto dal centro studi sarà presto pubblicato su EbioMedicine. “Il test di Prima Lab è sostanzialmente sovrapponibile a quello venoso. Può essere considerato estremamente efficace e prezioso per identificare nel giro di dieci minuti soggetti venuti a contatto con il virus”, ha precisato Luca Perico, ricercatore del Mario Negri. Per dimostare la validità del test ed arrivare al brillante risultato, gli scienziati hanno deciso di sottoporsi personalmente all’esame. Dei 423 volontari, infatti, 133 sono studiosi dell’Istituto Mario Negri (i restanti 290, erano invece dipendenti di Brembo Spa). L’esame ha mostrato come il 38,5% dei volontari fosse entrato in contatto col Covid-19, producendo degli anticorpi. Tag:  contagi test sierologico Speciale:  Coronavirus focus

  • Quanto resistono gli anticorpi? Le ultime scoperte sul Covid
    by Martina Piumatti on Ottobre 27, 2020 at 1:50 pm

    Martina Piumatti La risposta immunitaria al virus è più forte nelle forme più gravi e si riduce in tre mesi. A scoprirlo uno studio inglese su 96 malati di Covid A guarire prima e meglio sembrerebbero soprattutto i casi più gravi. Secondo un nuovo studio pubblicato su Nature Microbiology la risposta immunitaria al Covid, diminuisce nei tre mesi successivi all’infezione e dipende dalla gravità della malattia. Se qualche mese fa si ipotizzava addirittura una ‘patente d’immunità’, adesso la scienza inizia a fornire qualche risposta. Lo studio del King’s College di Londra, riporta Adnkronos, risponderebbe anche alla questione della durata degli anticorpi nei soggetti guariti da Covid. L’ipotizzata patente di immunità parrebbe ormai un miraggio, ma le nuove scoperte sulla risposta dell’organismo al virus si annunciano decisive per la progettazione del vaccino e la cura della malattia. I pazienti più gravi producono più anticorpi al Covid Se è certo che in tutte le persone infettate da Sars-CoV-2 si innesca una risposta immunitaria al virus, non è ancora chiaro per quanto tempo si è protetti. Il team di Katie Doores, la coordinatrice dello studio del King’s College, ha esaminato la risposta anticorpale di 59 pazienti e 37 operatori sanitari presso la Guy’s and St Thomas’ Nhs Foundation Trust di Londra per i tre mesi successivi all’insorgenza dei sintomi del coronavirus. Il picco della produzione di anticorpi si raggiunge dopo circa un mese dalla comparsa dei primi sintomi. Poi, l’immunità al virus inizia a diminuire progressivamente. Ma a stupire è il legame tra reazione immunitaria e gravità della malattia. Le persone che avevano avuto una forma di Covid grave hanno generato la risposta anticorpale più forte e, anche se la risposta diminuisce nel tempo, gli anticorpi neutralizzanti risultano ancora rilevabili più di 60 giorni dopo l’inizio dei sintomi. L’immunità al Covid dura solo tre mesi Nei soggetti positivi, ma con sintomi più lievi si è riscontrata una risposta immunitaria minore ed è diminuita più velocemente rispetto ai casi più gravi. Alcuni operatori sanitari, ad esempio, non hanno prodotto una quantità di anticorpi rilevabile nel periodo successivo di monitoraggio. Secondo le ultime scoperte della scienza, dunque, le persone che soffrono di una forma di Covid più grave possono essere protette per periodi più lunghi rispetto alle persone che manifestano sintomi più lievi. Ma il meccanismo di reazione immunitaria al Covid è molto simile ad altri coronavirus stagionali. Per cui, suggeriscono gli autori dello studio inglese, per essere efficaci, i vaccini anti-Covid dovranno innescare una quantità di anticorpi paragonabile a quella registrata nei pazienti gravemente malati. Ma vista la durata limitata dell’immunità, bisogna già mettere in conto che vaccinarsi una volta sola non sarà sufficiente. Tag:  anticorpi immunità Speciale:  Coronavirus focus

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Sky News Sky News

  • Coronavirus, le news. Oggi Cdm sugli aiuti. Conte: se disuniti aggraviamo situazione. LIVE
    on Ottobre 27, 2020 at 3:03 pm

    Il Premier riceve tutte le categorie colpite dalle misure anticontagio e in Cdm approda il dl ristori, un nuovo pacchetto di aiuti da 4-5 miliardi. Gualtieri negativo al tampone dopo la positività di un ragioniere della Tesoreria di Stato e Amendola in isolamento per un caso positivo in famiglia. Ricciardi: necessario lockdown a Milano e Napoli, no di Fontana e Sala. Violente manifestazioni antirestrizioni ieri a Torino e Milano. L’ISS rileva una riduzione dei casi severi e dei morti

  • Napoli, proteste e scontri in piazza dopo le chiusure notturne e l’ipotesi lockdown. FOTO
    on Ottobre 27, 2020 at 3:03 pm

    Scene di guerriglia urbana da via Santa Lucia, davanti al palazzo della Regione Campania, a via Cesario Console, sul lungomare. Centinaia di manifestanti, scesi in strada per contestare le restrizioni anti-Covid imposte dall’amministrazione De Luca e dal governo Conte, hanno lanciato petardi, bottiglie e bombe carta contro le forze dell’ordine, bruciando anche i cassonetti della raccolta differenziata. La situazione si è poi calmata, ma gli agenti in tenuta antisommossa continuano a presidiare la zona

  • Coronavirus, ci sarà un nuovo lockdown? Cosa dicono gli esperti e i possibili scenari
    on Ottobre 27, 2020 at 3:03 pm

    Uno studio elaborato da Iss e Comitato tecnico-scientifico dopo l’estate prevede quattro diversi scenari. Al momento l’Italia si trova al secondo step, ma è al limite di quello successivo. L’ultimo farebbe scattare la chiusura generalizzata, al verificarsi di condizioni come “trasmissione diffusa, cluster non più distinti tra loro, nuovi casi non correlati a catene di trasmissione note, pressione sostenuta” per le strutture sanitarie

  • Covid, dalle mascherine alle sanzioni: le nuove regole per palestre e piscine
    on Ottobre 27, 2020 at 3:03 pm

    Sono arrivate le “Linee guida per l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere”, un documento emanato dal Dipartimento dello Sport e annunciato dal ministro per lo Sport e le Politiche giovanili, Vincenzo Spadafora. Ecco tutto quello che c’è da sapere sui comportamenti da tenere per allenarsi in sicurezza

  • Covid, ordinanza Calabria: stop spostamenti notturni e Dad solo per le scuole superiori
    on Ottobre 27, 2020 at 3:03 pm

    Nino Spirlì, il presidente facente funzioni della Regione Calabria, ha firmato l’ordinanza con le nuove misure da seguire fino 13 novembre. Tra le principali misure, la sospensione delle attività scolastiche secondarie di secondo grado dal 26 ottobre 2020, stop agli spostamenti su tutto il territorio regionale, dalle ore 24 alle ore 5 del giorno successivo, limiti agli accompagnatori dei pazienti in Pronto soccorso e parenti in Rsa e hospice