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  • Secondo Massimo Galli con il Covid-19 siamo tornati alla situazione di marzo
    by Linkiesta on Gennaio 13, 2021 at 8:19 am

    L’infettivologo del Sacco di Milano, in un’intervista alla Stampa, fa il punto sulla pandemia in Italia e invita a non farsi distrarre da altre incombenze, come una crisi di governo: «Conviviamo con una pandemia disastrosa. Magari non è il momento di distrarsi» L’articolo Secondo Massimo Galli con il Covid-19 siamo tornati alla situazione di marzo proviene da Linkiesta.it.

  • L’assurdo bando del Ministero dei Beni culturali per (non) assumere collaboratori
    by Irene Dominioni on Gennaio 13, 2021 at 5:00 am

    Il dicastero guidato da Dario Franceschini ha pubblicato a fine dicembre un avviso per ingaggiare un certo numero di professionisti a partita Iva. Ma i requisiti lasciano sconcertati: servono 15 anni di esperienza o una docenza universitaria, per un incarico da sei mesi a un anno L’articolo L’assurdo bando del Ministero dei Beni culturali per (non) assumere collaboratori proviene da Linkiesta.it.

  • Così l’Italia deciderà chi curare prima
    by Linkiesta on Gennaio 12, 2021 at 7:47 am

    Nella bozza presentata dal ministero della Salute si sottolinea il fatto che quando la scarsità delle cure rende le risorse insufficienti rispetto alle necessità, gli operatori sanitari potranno fornire trattamenti necessari preferenzialmente a quei pazienti che hanno maggiori probabilità di trarne beneficio L’articolo Così l’Italia deciderà chi curare prima proviene da Linkiesta.it.

  • La soluzione per la riapertura delle scuole è fare lezione al pomeriggio e nel weekend
    by Emanuele Pinelli on Gennaio 12, 2021 at 5:02 am

    Il dibattito sulla didattica a distanza e il ritorno in aula si divide tra chi teme una crescita dei contagi e chi considera l’istruzione un bene irrinunciabile. Una via d’uscita per evitare agli studenti l’ora di punta sui mezzi pubblici, il luogo dove il virus si trasmette di più L’articolo La soluzione per la riapertura delle scuole è fare lezione al pomeriggio e nel weekend proviene da Linkiesta.it.

  • La svolta digital del foodservice italiano
    by Tendenze Online on Gennaio 12, 2021 at 5:00 am

    Secondo uno studio commissionato GS1 Italy l’adozione di standard per digitalizzare il ciclo delle merci ha reso più efficiente la gestione degli ordini. E ha migliorato il rapporto con i clienti L’articolo La svolta digital del foodservice italiano proviene da Linkiesta.it.

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Il Sole 24 ORE – Commenti Il Sole 24 ORE – Commenti

  • “Useremo il cordone ombelicale”. Ecco la scoperta che ferma il Covid
    by Alessandro Ferro on Gennaio 17, 2021 at 6:48 pm

    Alessandro Ferro Una cura rivoluzionaria con le cellule staminali mesenchimali prodotte dal cordone ombelicale guarisce i malati più gravi al Covid-19. “Al momento è la cura più efficace che c’è” Ottime notizie sulla lotta alla pandemia giungono dagli Stati Uniti grazie ad un team con a capo un ricercatore italiano: le cellule staminali mesenchimali contenute nel cordone ombelicale potrebbero guarire dal Covid-19. È questa la notizia che arriva dal sud della Florida, precisamente dal Diabetes Research Institute (Dri) e del Cell Transplant Center dell’Università di Miami Miller School of Medicine. Cosa dice lo studio I medici ed i ricercatori dello studio hanno affermato che il trattamento sperimentale che coinvolge le cellule staminali ha avuto un incredibile successo nel trattamento dei casi gravi di Covid. “Penso che questo potrebbe essere un punto di svolta”, ha detto il Dott. Camillo Ricordi, Direttore del Cell Transplant Center presso l’Università di Miami e capo della ricerca. Secondo Ricordi, il trattamento innovativo utilizza le cellule staminali del cordone ombelicale di un bambino. “Il trattamento ha dimostrato di ridurre in modo sicuro il rischio di morte ed ha accelerato i tempi di recupero per alcuni dei pazienti più malati”, si legge sul quotidiano di Miami. Si potrebbe trattare di una vera e propria svolta nella cura alla terribile malattia che attanaglia tutto il mondo, un trattamento in più che potrebbe unirsi all’efficacia dei vaccini ed alle cure già presenti. “Abbiamo appena pubblicato lo studio che utilizza cellule staminali derivate dal cordone ombelicale di un neonato sano. Generalmente gettiamo via la placenta che viene scartata dopo la nascita ma stiamo usando cellule che vengono estratte e si espandono da quel cordone ombelicale. Questo può generare e fornire dosi terapeutiche per oltre 10mila pazienti da un singolo cordone ombelicale. È un risultato straordinario”, ha detto lo scienziato italiano, considerato fra i massimi esperti mondiali nel trapianto di isole pancreatiche senza dover ricorrere ai farmaci immunosoprressivi. Ha inventato il primo apparecchio al mondo che consente di individuare le isole pancreatiche permettendo così di trapiantare solo le cellule pancreatiche e non l’intero organo, come viene riportato dall’Ismett. “91% di efficacia” La scoperta è rivoluzionaria se si pensa che con un unico cordone ombelicale si possono salvare e curare potenzialmente 10mila pazienti. Considerati tutti i parti che avvengno costantemente nel mondo, si può aprire la strada verso una nuova, vera, cura contro il Coronavirus. Ma come funziona? Sullo studio si legge che è stato dimostrato come queste cellule staminali mesenchimali, riescono a modulare i processi immunitari e iperinfiammatori iperattivi, promuovono la riparazione dei tessuti e secernono molecole antimicrobiche. Le cellule ombelicali, oltre a spegnere l’infiammazione, sono immuno modulanti, cioé regolano le complesse difese immunitarie e intervengono proprio dove si verificano le tempeste di citochine tipiche dell’infezione da Covid-19. Lo studio è stato realizzato in doppio cieco, cioè né il paziente né il medico incaricato della valutazione erano a conoscenza dell’assegnazione del trattamento e il personale responsabile della somministrazione del prodotto non era a conoscenza dell’assegnazione di gruppo. Procedura non invasiva. Ebbene, i ricercatori hanno scoperto che il tasso di sopravvivenza dei pazienti trattati con le cellule staminali era del 91% e, in generale, si è notato un significativo miglioramento del tempo di ricovero e dimissione dall’ospedale: meno di due settimane. Inoltre, più dell’80% delle persone trattate sono guarite in soli 30 giorni. Quando una persona sviluppa Ards, cioè la sindrome acuta da distress respiratorio, i suoi polmoni sviluppano una grave infiammazione accumulando liquido. Il Prof. Ricordi ha detto che questi pazienti sono solitamente sottoposti a procedure invasive ma non nel caso di queste cellule staminali. “Queste cellule iniettate nella flebo seguono naturalmente una procedura molto semplice che non richiede alcuna procedura invasiva. Puoi semplicemente dirigere la trasfusione al polmone”, ha spiegato. “Le cellule vanno ai polmoni ed è stato solo un tipo straordinario di risultato e siamo molto entusiasti di passare alla fase successiva”. “È la cura più efficace che c’è” “Considerando i pazienti al di sotto degli 85 anni, il 100% di coloro che hanno ricevuto le cellule sono sopravvissuti. Non siamo al corrente di altri trattamenti che abbiano un tale profilo di efficacia in questi pazienti con Covid-19 grave. Anche l’accelerazione della guarigione è di straordinaria importanza e consentirebbe, tra l’altro, di abbassare la permanenza dei pazienti nelle unità di terapia intensiva togliendo carico al lavoro già pesante del personale ospedaliero”: in esclusiva nazionale per ilgiornale.it abbiamo sentito il Prof. Giacomo Lanzoni, braccio destro del Prof. Ricordi e anch’esso autore dello studio. “L’infiammazione viene spenta”. Come per i vaccini, anche in questo caso sono necessarie due dosi. “Due dosi di cellule (100 milioni di cellule per dose) vengono infuse per via endovenosa a tre giorni di distanza. Queste cellule hanno una potente attività antinfiammatoria ed immunomodulatoria – ci dice Lanzoni – Abbiamo analizzato i cambiamenti nella concentrazione di numerose molecole coinvolte nell’infiammazione, incluse molecule della cosiddetta ‘tempesta di citochine’ che caratterizza il COVID-19 grave: il trattamento con queste cellule staminali mesenchimali inibisce in maniera evidente questa ‘tempesta’”. Da dove nasce l’idea Al Diabetes Research Institute dell’Università di Miami erano in atto studi su queste cellule per una applicazione nel Diabete di Tipo 1. Poi il Covid ha cambiato tutto. “Quando il virus è emerso in Cina abbiamo studiato osservazioni fatte da colleghi scienziati cinesi interagendo con i gruppi di ricerca che stavano conducendo i primi studi pilota sull’utilizzo di cellule staminali mesenchimali per combattere questa nuova malattia”, ci dice il ricercatore. L’Fda americana ha autorizzato i trials clinici in tempi record, sin dal 25 aprile 2020. “Anche se questo trial è stato condotto su soli 24 pazienti, abbiamo osservato differenze statisticamente significative in parametri clinici di efficacia, il che è davvero notevole”, sottolinea. Quali scenari? È chiaro che lo studio dovrà andare avanti e confermare l’efficacia anche in altri pazienti ed in altri centri, ma le idee sono chiare. “Stiamo ora aumentando la produzione e stiamo offrendo dosi di Cellule Staminali Mesenchimali per uso ‘compassionevole’ a quei centri nel Nord America che ne fanno richiesta. Inoltre, abbiamo richiesto alla Fda l’autorizzazione per condurre un trial multicentrico, randomizzato e controllato, con un numero molto maggiore di pazienti. Al di là del Covid-19, riteniamo che questi risultati siano criticamente importanti anche per altre malattie caratterizzate da risposte immunitarie aberranti ed iper-infiammatorie, come il Diabete di Tipo 1”, afferma Lanzoni. Cosa accadrà durante i parti? Con questa rivoluzionaria scoperta, come cambieranno i parti? Un pezzo del cordone verrà “messo da parte” ed essere utilizzato per la cura? “Utilizzando il nostro protocollo di coltura, le cellule derivate da un singolo cordone ombelicale possono essere espanse fino a generare decine di migliaia di dosi e possono poi essere utilizzate ‘allogenicamente’ nei riceventi. Non c’è l’emergenza di processare ogni cordone ombelicale. Ritengo comunque che sia una buona idea preservare queste cellule dal cordone ombelicale dei neonati, ove possibile”, ci spiega lo studioso. Cellule da altri tessuti. Dal momento che le cellule mesenchimali fermano l’infiammazione e bloccano il virus, abbiamo chiesto al Prof. Lanzoni se queste esistono soltanto nei cordoni o se è possibile ricavarle in altro modo per avere sempre più frecce al nostro arco. “Cellule molto simili possono essere ricavate anche da altri tessuti come quello adiposo, il midollo osseo, la membrana amniotica, ed altri tessuti della placenta”. Proprio quello adiposo sembra essere un’ottima sorgente per trapianto ‘autologo’, in cui il donatore è il paziente stesso. Il problema è che nel Covid-19 bisogna essere tempestivi: le dosi terapeutiche devono essere pronte immediatamente per l’ utilizzo, “non c’è tempo di attendere l’espansione in coltura di cellule autologhe, un processo che richiede settimane. Abbiamo dunque preferito sviluppare un prodotto cellulare da cordone ombelicale per uso allogenico, per poter distribuire dosi pronte all’uso”, spiega Lanzoni. Costi e “monoclonali” I costi legati a questo tipo di terapia sono alti o possono essere abbordabili per gran parte della popolazione una volta che sarà messa a punto? Il ricercatore ci dice che sono “accessibili” e bisogna considerare che il trattamento è inteso per soggetti con “Covid-19, ovvero una piccola percentuale di coloro che sviluppano la malattia”. Quindi, come per la cura con gli anticorpi monoclonali, più diffusa negli Stati Uniti e praticamente ferma in Italia, ci si chiede se anche in questo caso si risolverà con un nulla di fatto. “Sono convinto che le mesenchimali verranno utilizzate molto presto! Diversi centri in Italia stanno già lavorando su studi simili; il nostro protocollo potrebbe essere d’aiuto per armonizzare le strategie di trattamento e le analisi di follow-up, permettendo comparazioni”, aggiunge. La burocrazia italiana e non solo, lo sappiamo bene, ha tempi lunghi. “Per poter offrire in Italia le cellule che prepariamo al Diabetes Research Institute dell’Università di Miami dovremo districare questioni regolatorie che riguardano l’esportazione di prodotti cellulari dagli U.S.A. all’Europa: ci stiamo lavorando sopra. Saremmo felici di collaborare con centri in Italia interessati a questa strategia terapeutica. Questo trattamento ha un potenziale enorme, per il Covid-19 e non solo!”, conclude il ricercatore. Tag:  cordone ombelicale emergenza Covid-19 Speciale:  Coronavirus focus

  • Salvini alla sbarra per Carola E lui la sfida: “Ci vedremo…”
    by Mauro Indelicato on Gennaio 17, 2021 at 6:35 pm

    Mauro Indelicato L’eroina delle Ong ha denunciato l’ex ministro per diffamazione. Il risultato? Il leader della Lega rinviato a giudizio Altro processo in arrivo per il segretario della Lega Matteo Salvini. Questa volta il procedimento dovrebbe riguardare la denuncia per diffamazione presentata nel 2019 da Carola Rackete, capitano della Sea Watch 3 nel momento in cui la nave dell’omonima Ong tedesca ha speronato una motovedetta della Guardia di Finanza a Lampedusa. Appena pochi giorni fa per un’indagine molto simile nei confronti di Salvini l’esito era stato ben diverso. I giudici del tribunale di Roma lo scorso 11 gennaio hanno infatti archiviato la posizione dell’ex ministro dell’Interno a riguardo della denuncia, sempre per diffamazione, presentata nei suoi confronti da Luca Casarini, capomissione della Mare Jonio. Così come si è appreso dalle pagine del quotidiano Domani, la procura di Milano ha spedito al numero uno del carroccio il decreto di citazione diretta a giudizio. Vuol dire che Salvini andrà direttamente a processo, senza passare per l’udienza preliminare. Tutto è nato dal caso Sea Watch, nel giugno del 2019. Si era appena all’inizio di un’estate contraddistinta dal braccio di ferro tra l’allora titolare del Viminale Matteo Salvini, in quel momento anche vice premier del governo Conte I, e le Ong. La tedesca Sea Watch, con la nave Sea Watch 3, ha lanciato il guanto di sfida in quel mese di giugno stazionando per diversi giorni nei pressi delle acque territoriali italiane, non lontano da Lampedusa. [[nodo 1871613]] Il ministero dell’Interno più volte in quel caso ha ribadito il divieto di ingresso. Il capitano Carola Rackete tuttavia il 29 giugno ha deciso di attuare un’azione di forza, speronando una motovedetta della Guardia Costiera posta all’ingresso del porto di Lampedusa. Matteo Salvini, rivolgendosi alla ragazza tedesca, ha definito la sua condotta criminale. [video 1718530] Da qui la decisione di Carola Rackete di denunciare per diffamazione l’ex ministro. Nel mirino dei legali della ragazza tedesca, anche le esternazioni su Facebook del 26 giugno 2019 dello stesso Matteo Salvini: “Chi se ne frega delle regole ne risponde – aveva dichiarato il segretario leghista in una diretta social in quella giornata – lo dico anche a quella sbruffoncella della comandante della Sea Watch che fa politica sulla pelle degli immigrati… pagata non si sa da chi”. Oltre alla diffamazione, Carola Rackete ha paventato la possibilità di una vera e propria istigazione a delinquere attuata nei suoi confronti dall’allora capo del Viminale. All’inizio del 2020 i giudici di Milano hanno chiuso l’indagine, archiviando l’accusa di istigazione. Ma quella relativa alla diffamazione invece a breve dovrebbe prevedere il rinvio a giudizio. A confermarlo è stato su Twitter lo stesso Salvini: “Mentre milioni di Italiani vivono fra difficoltà, incertezze e paura – ha scritto il leader leghista – per qualcuno l’importante è preparare altri processi contro di me. Non vedo l’ora di incontrare la simpatica speronatrice tedesca”. Mentre milioni di Italiani vivono fra difficoltà, incertezze e paura, per qualcuno l’importante è preparare altri processi contro di me.Non vedo l’ora di incontrare la simpatica speronatrice tedesca pic.twitter.com/Oj7FQ2FEPk — Matteo Salvini (@matteosalvinimi) January 17, 2021 Per il segretario della Lega si tratterà del terzo processo nei suoi riguardi per attività poste in essere durante i suoi 14 mesi come ministro. Ad ottobre a Catania è partito il procedimento per il caso Gregoretti, pochi giorni fa a Palermo si è tenuta la prima udienza preliminare del processo sul caso Open Arms. Per quanto riguarda Carola Rackete invece, a gennaio la Cassazione ha stabilito che la ragazza non andava arrestata rispondendo al ricorso attuato dalla procura di Agrigento contro la scarcerazione, decretata dal Gup della città siciliana poco più di 48 ore dopo lo speronamento di Lampedusa. Per il fascicolo aperto contro di lei a febbraio sempre ad Agrigento sono stati chiesti mesi di supplemento per l’indagine, ufficialmente non ancora conclusa. Tag:  ONG (Organizzazioni Non Governative) sea watch Persone:  Matteo Salvini Carola Rackete

  • Cyber attacco all’anagrafe. Rubati dagli archivi i dati degli anziani soli.
    by Luca Fazzo on Gennaio 17, 2021 at 4:00 pm

    Luca Fazzo Allarme per l’incurisione nella struttura del Comune. Over 70 sempre più a rischio truffe. Le grinfie degli hacker fin dentro il Comune di Milano, nei computer che custodiscono milioni di dati sensibili dei cittadini del capoluogo lombardo. Al punto che lo staff del sindaco Giuseppe Sala è dovuto ricorrere all’aiuto di uno dei gruppi più in vista della cybersecurity per arginare le falle e per richiamare i quattordicimila dipendenti a regole rigide per impedire nuove incursioni dei pirati.L’irruzione è avvenuta nel dicembre scorso, e sulla sua reale portata le versioni discordano. Quella ufficiale ammette l’attacco, ma punta a tranquillizzare la cittadinanza: «È stato individuato un tentativo di infiltrare i sistemi informatici con un malware», spiega Carmela Francesca, capo del Siad (la direzione Sistemi informativi e agenda digitale), «ma siamo riusciti a intervenire e a eliminare il problema». La versione che invece circola insistentemente tra gli specialisti della sicurezza informatica è che il buco sia stato ben più profondo e che il conto esatto dei danni non sia ancora quantificabile. Con l’aggiunta, secondo quanto apparso sulle chat del settore, di un particolare inquietante: a venire presi di mira sarebbero stati soprattutto i dati contenuti nei cervelli elettronici del settore Anagrafe, diretto dall’assessore Roberta Cocco. E all’interno di quei milioni di dati sarebbero stati cercati soprattutto quelli relativi alle decine di migliaia di milanesi over 70 che vivono soli.Non serve uno sforzo di fantasia per spiegare la delicatezza di questo obiettivo: gli anziani soli sono da sempre la preda preferita dei truffatori, le bande di imbroglioni che da anni a Milano costituiscono una piaga dalle conseguenze sociali drammatiche. I danni non solo economici ma anche psicologici inferti alle vittime di queste bande sono incalcolabili, al punto che la Procura ha dovuto attivare un pool specializzato nella lotta a questo crimine odioso. Ma il fenomeno è ben lungi dall’essere debellato, ed ha anzi vissuto una impennata durante la fase della pandemia e del lockdown: durante la quale l’esigenza di soccorrere un figlio o un altro parente colpito dal virus è diventata la scusa più ricorrente per convincere gli anziani a fornire contanti e pin di conti e bancomat.Per individuare le loro prede, le gang di criminali usano da sempre metodi efficaci ma ruspanti: seguono all’uscita dei supermercati gli anziani che fanno la spesa da soli, scoprono dove abitano, risalgono al citofono e al telefono. L’hackeraggio dei computer dell’anagrafe permette di aggirare l’ostacolo, mettendo a disposizione un archivio sterminato di indirizzi da incrociare e confrontare. Se nello stesso palazzo non abita un altro inquilino più giovane con lo stesso cognome, è probabile che l’anziano viva da solo. A quel punto chiudere il cerchio intorno a lui diventa terribilmente facile.Quello della digitalizzazione del Comune è stato fin dall’inizio uno dei cavalli di battaglia della giunta Sala, e lo stesso assessore Cocco è una superesperta di digital transformation, avendo lavorato per decenni in Microsoft, di cui è diventata direttore dei piani di sviluppo nazionali per l’Europa occidentale. Eppure il Siad è stato bucato, qualunque sia la profondità del colpo inferto. E la prova è che il Comune ha dovuto rivolgersi a Cyberguru, una società del gruppo Daman che si occupa anche dell’educazione informatica dei dipendenti delle imprese medie e grandi. Il problema è che quattordicimila punti d’accesso, tutti titolari di caselle di posta elettronica collegati al server del Comune, sono un fronte sterminato da tenere d’occhio, dove la falla – per inesperienza o distrazione dell’addetto – può aprirsi in qualunque momento. Certo, ci sono poi i sistemi di allerta che dovrebbero evidenziare l’anomalia. Ma stavolta, a quanto pare, l’allarme è suonato troppo tardi. Tag:  attacco hacker anagrafe Comune di Milano

  • Come i protocolli anti Covid oltraggiano i nostri morti
    by Claudio Romiti on Gennaio 17, 2021 at 3:45 pm

    Claudio Romiti  Coronavirus focus Url redirect: https://www.nicolaporro.it/come-i-protocolli-anti-covid-oltraggiano-i-nostri-morti/I protocolli anti Covidoltraggiano i nostri morti

  • “Devo sapere se posso fare la doccia”: fidanzati litigano durante una seduta di commissione a Lodi
    by Francesca Galici on Gennaio 17, 2021 at 3:26 pm

    Francesca Galici Fidanzati, lei della Lega e lui del Pd, litigano durante la seduta della commissione Territorio di Lodi di cui lei è presidente: volano parole grosse Se la politica nazionale dà spesso motivo per indignarsi, e regala momenti di riso amaro, la politica locale non è da meno. Anche in ambito comunale, infatti, il clima in Italia non è certamente dei più distesi. Anzi, spesso nelle riunioni delle amministrazioni comunali si assiste a momenti quasi più surreali rispetto a quanto si vede a Roma. Ne è un esempio quanto accaduto durante la riunione della commissione Territorio del Comune di Lodi tra il capogruppo del Partito democratico, Simone Piacentini, e il presidente della suddetta commissione Eleonora Ferri, in forza Lega. In pieno rispetto delle attuale misure contro il contagio da coronavirus, la commissione si è riunita in videoconferenza. Gli animi si sono scaldati rapidamente tra i due ma è stato soprattutto Piacentini a utilizzare toni poco consoni nei confronti del presidente Ferri, che prima di essere un esponente delle istituzioni è una donna. Anzi, è la sua donna, visto che i due sono fidanzati. “Presidente non mi prenda per il culo. Lei fa una proposta, io mi impegno a venire alle 18 in commissione, voglio sapere a che ora finisco. Se lei non mi mette un termine possiamo tirare avanti anche fino alle 7 del giorno dopo. E io il giorno dopo devo andare a lavoro. Devo sapere se posso fare la doccia, fare colazione…”, si è scaldato Simone Piacentini, senza lasciare il tempo a Eleonora Ferri di replicare ma continuando a chiedere in maniera insistente l’orario del termine della riunione. “Se lei fosse stato attento…”, ha provato a dire il presidente della commissione Territorio, immediatamente zittita dal capogruppo del Partito democratico: “No presidente, non me ne frega un cazzo della mia attenzione. Io sono stato attento, è lei che non è stata chiara. Quindi lei adesso sarà chiara: a che ora finisce la prima commissione?”. [video 1917265] Il video è stato rilanciato da Lorenzo Maggi, vicesindaco di Lodi. “E vorrebbero anche dare lezioni…”, è il commento di Maggi al video pubblicato su Facebook. “Naturalmente mi aspetto che le donne di Se non ora quando? Lodi e del Partito Democratico di Lodi stigmatizzino e condannino con forza quanto accaduto”, ha concluso Maggi. Simone Piacentini non ha certamente offerto un bello spettacolo. Non lo sarebbe stato in nessun caso, ma lo è ancor di più visto che Eleonora Ferri è la sua fidanzata. Visto che le sua preoccupazione erano la doccia e la colazione del giorno dopo, non avrebbe potuto mandare un Whastapp alla compagna, invece di aggredirla con quei toni davanti agli altri colleghi? Magari l’avrebbe pure potuta invitare per un cappuccino e un croissant prima di andare a lavoro. L’atteggiamento di Piacentini stride con la polemica femminista di poco tempo fa, quando anche lui si unì al coro degli indignati perché non è stata premiata nessuna donna tra le personalità meritevoli di Lodi dell’ultimo anno. Tag:  comune Partito democratico (Pd) Lega (Partito politico)

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Sky News Sky News

  • Coronavirus, news: Il bollettino: 12.545 nuovi casi su 211.078 tamponi. 377 morti. LIVE
    on Gennaio 17, 2021 at 7:47 pm

    Il tasso di positività sui tamponi complessivi (molecolari+antigenici) è al 5,94%, quello solo sui tamponi molecolari a 9,35%. Calano di 27 unità i ricoveri ordinari, di 17 quelli in terapia intensiva. Lombardia, Sicilia e provincia di Bolzano in zona rossa. Per il Cts, le scuole superiori possono tornare in presenza nella misura del 50% e fino al 75% come previsto dal Dpcm del 14 gennaio

  • Coronavirus, news. Stasera voto su Dl Covid. Verso proroga stato d’emergenza al 30 aprile
    on Gennaio 17, 2021 at 7:47 pm

    Il Cdm sul coronavirus è previsto in serata, mentre in mattinata il ministro della Salute Roberto Speranza riferirà alle Camere sulle misure. Secondo l’ultimo report, terapie intensive in calo di 6 unità. Ricoveri +109. Cdm dà l’ok al Recovery. Plan, ma le ministre di Iv Bellanova e Bonetti si astengono. Vaccino Moderna all’Iss, Brusaferro: “Un traguardo impensabile frutto di uno sforzo senza precedenti nella storia”

  • Covid-19, in Italia 12.532 nuovi contagi: i dati regione per regione
    on Gennaio 17, 2021 at 7:47 pm

    L’ultimo bollettino del ministero della Salute ha registrato 91.656 tamponi analizzati in tutta Italia e altri 448 decessi. Il rapporto tra positivi e test effettuati sale al 13,6%. Da Nord a Sud, ecco la situazione nel nostro Paese

  • Covid, in Italia prime 47mila dosi del vaccino Moderna. Priorità a Regioni con più over 80
    on Gennaio 17, 2021 at 7:47 pm

    È arrivato a Roma il furgone partito dal Belgio con la prima fornitura del vaccino, il secondo approvato dalle autorità del farmaco europea e italiana. Lo stock sarà portato all’Istituto Superiore di Sanità (Iss) a Roma, per poi essere distribuito con priorità a quelle regioni con un maggior numero di abitanti sopra gli 80 anni

  • Covid, Azzolina: “Chiederò ristori formativi per la scuola. Ho voluto Dad ma ora basta”
    on Gennaio 17, 2021 at 7:47 pm

    Il ministro dell’Istruzione a Uno Mattina ha parlato di varie tematiche legate all’ambito scolastico. Sulle riaperture ha detto: “Decideranno le Regioni quando aprire, è tutto pronto”. Sulla didattica a distanza: “Non può essere fatta troppo a lungo, studenti hanno ragione a chiedere di tornare”. Poi annuncia che nel Recovery ci saranno 27 miliardi per la scuola. Sui vaccini dice: prof e Ata sono categoria prioritaria