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  • Dieci rossi da abbinare al pesce
    by Daniela Guaiti on Luglio 23, 2021 at 4:00 am

    Ogni tanto bisogna andare controcorrente, almeno nel bicchiere. Allora, contro i luoghi comuni che vogliono i piatti di pesce in abbinamento solo ai vini bianchi, ecco una selezione di 10 rossi da servire con i prodotti ittici L’articolo Dieci rossi da abbinare al pesce proviene da Linkiesta.it.

  • La spiaggia, la musica e il tradimento più sbagliato della mia vita
    by Daniele Rielli on Luglio 23, 2021 at 4:00 am

    “Lascia stare la gallina” di Daniele Rielli, torna in libreria in una nuova edizione per Mondadori rivista dall’autore. A distanza di sei anni, l’Italia che descrive, avida e in decadenza, è cambiata poco. Così come la tela complicata dei rapporti umani, le pulsioni e gli errori che ne derivano L’articolo La spiaggia, la musica e il tradimento più sbagliato della mia vita proviene da Linkiesta.it.

  • Franck Martin: «La gentilezza ha un potere straordinario nella vita e nel lavoro»
    by Morning Future on Luglio 23, 2021 at 4:00 am

    L’esperto di formazione e di comunicazione spiega perché essere gentili convenga sempre. A patto che questo atteggiamento sia sincero L’articolo Franck Martin: «La gentilezza ha un potere straordinario nella vita e nel lavoro» proviene da Linkiesta.it.

  • Quest’anno Roma è diventata la capitale dell’arte contemporanea
    by Luca Beatrice on Luglio 23, 2021 at 4:00 am

    Nel 2021 non c’è una piazza artistica così attiva in Italia come quella romana. Sebastiao Salgado, l’antologica di Aldo Rossi, e in particolare la mostra “Archeology Now” nelle sale della Galleria Borghese di Damien Hirst sono tra gli appuntamenti imperdibili. Mentre sul versante italiano spicca l’esposizione (difficile da inquadrare) di Nico Vascellari alla Fondazione Nicola Del Roscio L’articolo Quest’anno Roma è diventata la capitale dell’arte contemporanea proviene da Linkiesta.it.

  • Così la censura cinese colpisce anche il mondo dei videogame
    by Dario Ronzoni on Luglio 23, 2021 at 4:00 am

    Niente politica, poca violenza, pochissimo sangue. Ma anche silenzio su omosessualità e famiglia non tradizionale. Per superare il filtro delle regole non scritte da Pechino programmatori e sviluppatori devono adeguarsi a richieste sempre più stringenti. Come quella di evitare i viaggi nel tempo L’articolo Così la censura cinese colpisce anche il mondo dei videogame proviene da Linkiesta.it.

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  • La grandiosità e la sintesi di Mario Sironi al Museo del Novecento di Milano
    by Tgcom24 on Luglio 23, 2021 at 9:42 am

    Chi lo ha conosciuto racconta di un carattere schivo, malinconico, di un uomo di poche parole, dal viso quasi sempre accigliato e dallo sguardo pensieroso, ma anche di una personalità magnetica, volitiva e passionale. Con la tenacia di un guerriero e la caparbietà di chi sa di avere una missione da compiere, nonostante le crisi depressive che negli anni lo hanno attanagliato, Sironi non si è mai risparmiato, ha lavorato e lottato con tutte le sue forze in difesa dell’arte, lasciandosi guidare da quella rettitudine che aveva dentro di sé e che non avrebbe mai rinnegato poiché l’arte, diceva, “esige grandezza, altezza di principi”, prima di tutto morali e intellettuali.   Pittore, architetto, illustratore, scenografo, critico d’arte e poeta, Sironi ha prestato il fianco a tanti ruoli e sempre con coerenza irreprensibile, prefissandosi di arrivare in ogni campo a “un «vero» superiore”, perché per lui è questo lo scopo vero dell’arte.   Sintesi e grandiosità sono i capisaldi della sua ricerca e, non a caso, sono i termini che connotano il titolo scelto per la bella retrospettiva che il Museo del Novecento di Milano propone fino al 27 marzo 2022. Oltre cento sono le opere che, a sessant’anni dalla morte, ricostruiscono l’intero percorso dell’artista con alcuni capolavori che non comparivano in un’antologica sironiana da quasi mezzo secolo (l’affascinante Pandora, 1921-1922; Paese nella valle, 1928; Case e alberi, 1929; L’abbeverata, 1929-30), e altri completamente inediti.   Ampiamente rappresentato è il ciclo dei paesaggi urbani, forse il suo tema più noto, che acquista intensità dopo il suo arrivo a Milano nel 1919 ed esprime sia la drammaticità della città moderna, sia la potente e visionaria volontà costruttiva. Le sue sono forme esatte e rigorose, sono città silenziose e dolorose, ma imponenti. Sintesi di un paesaggio urbano (1921), ad esempio, è un reticolato di linee perpendicolari che costruiscono parallelepipedi con spigoli vivi e spessori fortemente ombreggiati. Non ci sono alberi, non ci solo aiuole, non ci sono vetrine, ma blocchi austeri che si raggiungono inerpicandosi lungo una strada fortemente scoscesa e che s’interrompe bruscamente, con un taglio orizzontale, contro un cielo carico di presagi. La sintesi, un termine usato spesso anche dai futuristi, è qui radicale, anzi lapidaria.    Nei paesaggi di Sironi non c’è segno di vita, eppure, anche quando l’uomo non è rappresentato è di lui che si parla, in un racconto che non è cronaca, ma dimensione etica e mitica. E se nella stagione novecentista Sironi dà dell’uomo un’immagine greve, ma potente; fa sfilare architetti, costruttori, lavoratori impegnati in un compito duro, però solenne, dalla metà degli anni quaranta dipinge invece uomini sigillati dentro a blocchi di pietra, circondati da muraglie gigantesche e inespugnabili.   “Al volitivo «tu devi» – scrive Elena Pontiggia, la studiosa che in questi anni più si è più occupata dell’arte di Sironi e che, con Anna Maria Montaldo, ha curato la mostra -, l’imperativo categorico cui obbedivano le figure precedenti, si sostituisce un amaro «tu non puoi»”, ribaltando così la prospettiva iniziale e rendendo tangibile tutta l’amarezza della vita. In altre parole, al mondo del fare subentra il mondo del limite; al vigoroso lottatore, pronto al lavoro e all’azione, si sostituisce un popolo di inerti o tutt’al più capaci di piccoli gesti, di percorsi modesti, in un destino immobile e immodificabile. Alla mitica progenie si sono sostituite figure minime, che assistono fiacche e silenziose al franare del mondo. E tra quel rovinare di rocce gli esseri soccombono o mettono in atto quello che Sironi ha lasciato scritto in un verso: “vedere la morte, andarle incontro e dirle portami via” perché vivere è il primo dei misteri inaccessibili.

  • La grandiosità di Mario Sironi al Museo del Novecento di Milano
    by Tgcom24 on Luglio 23, 2021 at 8:58 am

     Autoritratto, 1904

  • “Di segni e di sogni”: a Siena viaggio tra dipinti e installazioni di Lorenzo Marini
    by Tgcom24 on Luglio 22, 2021 at 2:18 pm

    Dopo l’importante mostra tenuta a Venezia presso la Fondazione Bevilacqua La Masa, gli inediti al Gaggenau hub di Milano e la personale ancora in corso a Los Angeles presso l’Istituto Italiano di Cultura, Siena ospita una mostra che celebra il percorso artistico del creatore della corrente “TypeArt”, liberando definitivamente le lettere. “Siena è una città unica al mondo, una cornice culturale dove l’importanza della tradizione viene celebrata per contrasto da un linguaggio così innovativo e sperimentale” ha detto Lorenzo Marini sul suo legame con Siena, sottolineando l’importanza di questa mostra. “Per me le lettere sono nate libere e come gli uomini sono creature sociali ma anche individuali. È tempo di celebrare la bellezza della geometria che le compone e lasciare il gregge della tipologia alfabetica. Non sono necessarie solo per leggere o per scrivere, ma anche per alimentare la fantasia”.     Cinque momenti – La mostra si compone di cinque “momenti”, tra cui una personale nella sala San Pio con 22 opere mixed media on canvas, che comprendono le ricerche iniziali sul type e sugli alfabeti. Le altre cinque installazioni rappresentano storie visive dell’alfabeto ricreato. Dall’installazione di acciaio specchiato “MirrorType” nella Cappella del Manto, al monolite che si accende e si spegne dopo secoli di silenzio nella sala Sant’Ansano. Dalla rappresentazione della tastiera Qwerty portata a una dimensione cento volte maggiore, alla pioggia di seimila lettere sospese tra le volte della sala San Galgano. Tutte le installazioni immersive comprendono una colonna sonora appositamente creata da Mariella Nava, una tra le più sensibili autrici di musica italiana. Oltre agli spazi museali di Santa Maria della Scala l’artista ha voluto omaggiare Piazza del Campo attraverso un alfabeto scomposto fatto di 35 type circolari attraversabile e percorribile, un’opera che si completa per mezzo del pubblico attivo e non solamente spettatore.   L’arte di Marini – “L’unione delle lettere forma parole, dunque significati che mutano a seconda dell’idioma. All’origine però sono segni, immagini. Su questo concetto apparentemente semplice, eppure fondativo nella storia dei linguaggi lavora Lorenzo Marini” ha detto il curatore Luca Beatrice. “Utilizzare gli elementi prima della comunicazione e trasformarli in fantasmagoria visiva attraverso associazioni cromatiche indotto. Nell’arte di Marini siamo noi a scegliere, a entrare nel meccanismo tentando in qualche modo di ricomporlo e di dare senso a un’esperienza. Elegante, divertente, esplosiva, riflessiva, la sua poetica ridisegna e ridipinge i confini dell’universo, ponendo l’attenzione sulle regole del comunicare, dove lo sforzo è superarle alla ricerca di nuovi alfabeti, misteriosi e infantili, concettuali e ludici”.

  • Museo diffuso dei 5 sensi: a Sciacca il turista lavora la ceramica e crea gioielli
    by Tgcom24 on Luglio 22, 2021 at 7:26 am

    In che cosa consiste il progetto “Museo diffuso dei 5 sensi”? Proponiamo al turista un viaggio esperienziale: oggi chi viaggia non vuole solo vedere, ma partecipare alla vita e alle attività del posto. Così, chi viene a Sciacca può lavorare il tornio e portare a casa il suo oggetto di ceramica, oppure costruire il suo gioiello con il corallo. E poi, ancora, lavorare la cartapesta, sperimentare ricette locali e mettersi all’opera con la farina negli antichi mulini, scoprendo così le vecchie tradizioni siciliane. Insomma, tutto ciò che può coinvolgere i cinque sensi e che si può fare in città. In più, vogliamo riportare alla luce i tesori del posto, come le grotte delle terme di San Calogero.     Un luogo chiuso da sette anni che finalmente potrà essere apprezzato dai turisti. Esattamente. Valorizzare un territorio significa anche portare alla luce le bellezze del luogo rimaste chiuse per troppo tempo come, appunto, le grotte delle terme di San Calogero che saranno riaperte il 23 luglio. Si tratta di un luogo magico, le chiamano le stufe vaporose del Monte Kronio, una sorta di sauna naturale. Non saranno disponibili per motivi di salute ma finalmente saranno riaperte a scopo turistico-culturale.     Come si accede al “Museo diffuso dei 5 sensi”?  Basta visitare il sito sciacca5sensi.it e organizzare il proprio percorso.   Come è nata l’idea di un progetto simile proprio a Sciacca? Fino a pochi anni fa lavoravo come program manager per alcune multinazionali in Svizzera. Viaggiavo molto per lavoro e, nei mie viaggi, incontravo spesso italiani che mi parlavano di una crisi sempre più profonda nel nostro Paese. Mi sono chiesta: e se mettessimo a disposizione tutte le nostre competenze per valorizzare il nostro Paese a partire proprio dalle nostre città? Da qui l’idea di cambiare vita e tornare in Sicilia, a Sciacca, dove ho trascorso la mia adolescenza. Quali difficoltà ha incontrato quando ha lanciato l’iniziativa? All’inizio non è stato semplice, mi hanno dato della pazza. Io sono partita dall’idea di invertire il consueto modo di pensare: “Le cose non vanno perché c’è la crisi, è colpa della politica” diciamo sempre. Queste false convinzioni ci fanno perdere di vista la bellezza che ci circonda. Al punto che siamo viziati di bellezza, la diamo per scontata. Nel gennaio del 2019, tra lo scetticismo generale, ho convocato un’assemblea cittadina coinvolgendo tutte le associazioni del luogo, dagli artigiani ai commercianti e agli operatori turistici. E lì ho proposto la mia idea di innovazione, non basata, come facciamo spesso, sul concetto di invenzione. Non abbiamo bisogno di nulla per innovare, abbiamo già tutto quello che ci serve. Con questa convinzione abbiamo messo le basi per il progetto del Museo. Un progetto nel quale la comunità ha un ruolo fondamentale.   In che senso? Questo progetto è un “patto” della comunità: ognuno mette a disposizione conoscenze, abilità, saperi e cultura. Nel 2020, in piena pandemia, insieme alle associazioni del luogo, è nata la cooperativa di comunità Identità e Bellezza, di cui sono presidente e che attualmente gestisce il Museo. Lavoriamo con gli obiettivi di un’azienda ma con il cuore di una comunità, di una famiglia. Non a caso al progetto si stanno appassionando anche i giovani del posto: per loro è una sfida, per noi la speranza che questo progetto possa essere l’antidoto alla fuga di cervelli dal nostro territorio.   Quali sono le proposte più apprezzate dai turisti? Ce ne sono per tutti i gusti, da quelle artistiche a quelle gastronomiche. Tra le più originali c’è la Blind Experience, un’esperienza che punta sull’inclusività. Si tratta di un giro in barca con gli occhi coperti senza poter vedere. Accompagnati da un non vedente, questa è un’esperienza che ti permette di affidarti solo alle percezioni offerte dagli altri sensi, come lasciarsi guidare solo dal sole e dal vento sulla pelle.     Dopo l’apertura delle grotte delle terme di San Calogero qual è il prossimo progetto in programma? Non spoilero nullo. Seguiamo l’insegnamento di Steve Jobs: esistono due wow, uno è quello della gente che assiste alla presentazione del progetto, l’altro è quello che sento quando dico che il progetto è stato realizzato. Diremo tutto a cose fatte.

  • Arriva l’ultimo capitolo delle “cinquanta sfumature”
    by Paola Cambiaghi on Luglio 22, 2021 at 7:25 am

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